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Discriminazione al contrario

Avevo messo un annuncio all’Università cattolica per cercare una baby sitter per i nostri figli. Ho ricevuto molte telefonate, e con sorpresa una parte dei candidati era di sesso maschile. Per nostra fortuna abbiamo trovato quasi subito la persona giusta ma quando l’ho detto ad un ragazzo lui ha risposto offeso: "E’ perché sono uomo? C’è forse qualche problema?". Mi sono fermata a riflettere un attimo. No, certo non c’è nessun problema. Mi è tornata però in mente la puntata di Friends dove per la figlia Emma Rachel assumeva un baby sitter che si dimostrava particolarmente dolce e creativo. Suscitando sospetto e perplessità nel padre della piccola, Ross. E mi sono accorta che in effetti stereotipi e qualche pregiudizio di "ruolo" c’è ancora. Anche tra di noi donne.

  • Antonella |

    Non ho figli e quindi commento “dall’esterno”. Secondo me, UN baby-sitter, diventa assolutamente indifferente rispetto ad una donna, a partire dai tre anni del piccolo da curare (nell’età dei giochi un uomo ha molti assi nella manica da sfruttare). Per i piccoli ancora in fasce, riterrei che una figura femminile e quindi pseudo-materna, sia la cosa più pedagogicamente adeguata…al di là del fatto che non tutte le donne siano propriamente “materne”.

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