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Nicoletta Conti

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Avete visto bene, è una donna ed è una direttrice d’orchestra. Una delle poche, l’unica in Italia. “Bisogna essere preparate a dimostrare il triplo di quello che si vale” ci spiega Nicoletta Conti, bolognese dal carattere deciso che già nel lontano ’89 ha rotto un tabù, ricevendo  in Campidoglio il prestigioso Premio Minerva per le arti, la prima musicista italiana ad esserne insignita.

D: Com’è stato per Lei rompere il "glass cealing", il tetto di vetro in un campo dove  nessuna donna si era prima spinta?

R: Penso che la mia passsione per la musica abbia sempre prevalso su qualsiasi considerazione, per cui solo a posteriori ho realizzato che stavo rompendo il "glass ceiling"; però ancora oggi non è sempre detto che sia facile ottenere ciò,ma dipende tanto dalla persona che decide se invitarmi presso l'Istituzione.

D: Ci racconti un aneddoto, un episodio che puo'stigmatizzare i pregiudizi maschili quando una donna "invade" il loro campo?

R: Un giorno ho parlato con il Direttore del Teatro Regio di Torino il quale mi ha detto molto tranquillamente che non mi avrebbe mai scritturato; mi ha consigliato però di iscrivermi ad un concorso per direttori d'orchestra, quando ne avevo già vinto altri e non ero più interessata a ciò.

D: Una volta direttrice d'orchestra, ti è stato possibile fare network con altre donne e creare sinergie positive grazie alla sua posizione?

R: un vera network con altre donne direttrici non esiste, ma c'è stato un momento molto bello nel 2000 a Bruxelles, quando è stato organizzato un congresso internazionale per le donne direttrici. In quei tre giorni ci siamo scambiate tante esperienze ed opinioni, ma dopo tale incontro purtroppo non ha avuto un seguito.  Conosco personalmente alcune direttrici, ma non posso dire che ci sia una network fra di noi.

D: Cosa ti sentiresti di dire ad una ragazza o donna che ha ambizioni professionali in un ambito prettamente maschile? Tre consigli, ce li da?

R: Difficile dare consigli ad altre giovani direttrici, anche se è vero che la situazione in 20 è un po' migliorata in Italia. Il primo consiglio è di recarsi a studiare in un  paese  anglosassone per poter studiare dirzione d'orchestra avendo a disposizione un'orchestra. IL secondo è che bisogna essere preparate a
dimostrare il triplo di quello che si vale. IL terzo che è necessario avere una mentalità di  persona disposta a viaggiare continuamente ed avere tanta forza di volontà. Ciò che vorrei fare io, invece per le colleghe più giovani, è di dar loro la possibilità di fare  esperienza come assistenti presso alcune Istituzioni come Orchestre Sinfoniche o Teatri d'Opera. Prima devo però essere io la Direttrice Artistica o Musicale in una Istituzione.

  • Silvia Massarelli |

    Gentile Signora Zavaritt,
    grazie di divulgare ai molti che si aggiornano in rete queste notizie così interessanti circa la collega e amica Nicoletta Conti che da sempre si batte per i diritti delle donne, e le pari opportunità nella direzione d’orchestra; pari opportunità che purtroppo tardano ad essere riconosciute, almeno per le italiane.
    Due precisazioni sulla piacevolissima intervista:
    non solo nei paesi anglosassoni si ha la possibilità di avere a disposizione un’orchestra: in Francia le orchestre sono a disposizione degli studenti quotidianamente, ma è chiaro che ognuna di noi parla secondo la propria esperienza, la mia , va da sè, è stata francese.
    Lei asserisce che la Nicoletta Conti è l’unica in Italia: si tranquillizzi! Ce ne sono molte altre, brillanti e preparate, che svolgono una pregevole carriera e che studiano seriamente da anni. A parte la sottoscritta, cito:
    Susanna Pescetti – Damiana Natali – Elisa Poidomani – Qui non si parla di artiste desiderose di entrare nel Guinness dei primati, ma di artiste che da anni svolgono seria professione all’interno di Teatri e Fondazioni Liriche e pur non essendo state insignite di alcunchè, rientrano in quella sfera di musiciste da considerarsi con la M maiuscola.
    Ciò detto dissento in toto con l’asserzione che le donne direttori d’orchestra, ( direttrice d’orchestra non esiste ancora come terminologia corretta in italiano) debbano essere preparate il triplo dei colleghi uomini: chi decide le carriere oggi sono le agenzie musicali, la politica e molte altre, direi troppe, motivazioni che poco o nulla hanno a che vedere in fatto di talento, arte, e direzione d’orchestra.
    Cordialmente
    Silvia Massarelli
    Direttore d’Orchestra
    http://www.silviamassarelli.com

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