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Stefania Brancaccio

Stefania brancaccio
“La soluzione non è mascolinizzarsi”! Parola di  Stefania Brancaccio, appena nominata cavaliere del lavoro grazie alle capacità imprenditoriali dimostrate alla giuda della Colmo, azienda che produce gruppi elettrogeni. E se a sostenere la conciliazione dei tempi e la riscoperta della propria femminilità è una donna così tosta da essere stata una pioniera in un ruolo ed in un settore prettamente maschili -  in una regione peraltro dove l’occupazione femminile è ai livelli più bassi in Europa – forse vale la pena di riflettere.

D: Come ha mosso i suoi primi passi nel mondo del lavoro, Lei donna in un settore molto di nicchia e al Sud?

R: Non è stato per nulla facile all’inizio. Allora ricordo che, anche nella mia famiglia, si parlava  ancora apertamente di divisione dei ruoli e c’erano professioni “consone” alle donne, come l’insegnamento, e altre meno. Ma mio marito ha creduto in me e abbiamo incominciato a lavorare insieme.

D: Impresa ancora più difficile…Qual è il suo segreto?

R: Quello che a me è sempre stato molto chiaro è stata la necessità di distinguere  il mio essere femminile, cioè complementare rispetto a mio marito nel lavoro ma anche nella coppia. Ho tre figli e non mi sono mai vergogna di essere donna e di avere i miei tempi. Per esempio ho portato i bambini in azienda qualche volta, nello stupore più generale dei dipendenti. Ed è proprio questo l’errore nel quale sono incorse le donne: hanno chiesto e ottenuto, negli anni del femminismo, il loro riscatto, ma poi non hanno più lavorato per le altre, anzi c’è stato un tutti contro tutti. Ma mascolinizzarsi non è la ricetta giusta per avere successo.

D: Però spesso è l’unica strada per riuscire a lavorare, quella di accettare regole ancora molto maschili. Ha presente le riunioni all’orario di uscita di scuola o alle 8 di sera…?

R: Appunto. Bisogna puntare sulla conciliazione dei tempi e la flessibilità, invitando le donne che hanno raggiunto posizioni di potere istituzionale o manageriale a non dimenticarsi delle altre. Ha presente per esempio la legge 53? E’ scritta male, si vede che manca un tocco di concretezza, praticità e buon senso che avrebbero  invece punto apportare le dirette interessate.

D: Lei in azienda quindi ha  sensibilità e attenzione per le proprie dipendenti?

 

R: Ma certo. Per esperienza posso dire che la conciliazione dove ben organizzata funziona, è efficace e redditizia. Basta sapersi organizzare, e non vergognarsi – o peggio rinnegare – le proprie esigenze di donna e di mamma. E’ la sfida dei nostri giorni, quello di saper gestire meglio i tempi, al lavoro e nella vita privata famigliare.