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I numeri e i progetti regionali dell’Intesa Conciliazione

Nel tam tam dei numeri relativi alle misure a supporto della conciliazione dei tempi tra vita e lavoro in famiglia – da un lato il nuovo art. 9 della legge 53/2000 ha stanziato 15 milioni, ma dall'altro ne sono già "spariti" 150 di milioni, relativi al solo 2011, e derivanti dall'innalzamento dell'età pensionabile delle donne;  da un lato si parla di inclusione delle donne nel mercato del lavoro come priorità di Governo, dall'altro la Finanziaria sembra non soltanto non aiutare, ma penalizzare le famiglie – ecco qualche numero e qualche dato certo. Pubblicati in occasione del primo workshop sull’attuazione dell’Intesa Conciliazione.  Un'intesa raggiunta tra Governo e autorità locali, in coordinamento con le parti sociali, per favorire una maggiore conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro in famiglia, che si iscrive nel più ampio quadro di interventi denominato “Italia 2020. Programma di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro”, sottoscritto dal Ministro per le Pari Opportunità e dal Ministro del Lavoro a dicembre 2009. Scarica Slides_convegno_11luglio_2011_intesa_sito

In tutto, 40 milioni ripartiti su base regionale in base ai programmi attuativi presentati dalle singole Regioni (tre le maggiori la Lombardia ne ha ottenuti 6,7 milioni, il Lazio 3,9, il Piemonte 2,9, il Veneto 3,3). I fondi sarano destinati soprattutto – analizzando in diversi piani attuativi territoriali – alla creazione di nidi e all'erogazione di incentivi per l'acquisto di servizi di cura (voucher, bonus). Misure necessarie per facilitare il rientro dei genitori al lavoro, purtroppo poco spesso (solo in sei regioni) accompagnate da altrettanto urgenti misure per ridefinire in maniera più flessibile le modalità di lavoro e consentire così ai genitori di lavorare meglio.  Nel documento ci sono per ogni Regione le principali misure e fonti di finanziamento.