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Da 126 a 615 casi di discriminazione risolti in due anni (in Francia)

 Un bel video, che denota come all'estero l'attività di un'autorità indipendente che vigila sulle pari opportunità e le discriminazioni è efficace. In questo caso di tratta della Halde,  l’Alta corte francese che in un biennio ha visto aumentare in maniera esponenziale – da 126 casi nel 2008 a 615 nel 2010 – le denunce  di discriminazione sul posto di lavoro legate alla maternità. In più della metà dei casi (il 63,5%) – la Corte infatti è tenuta a fornire annualmente un report delle proprie attività, oltre che con numeri con analisi dei casi aziendali – si è riusciti a trovare una mediazione costruttiva tra  lavoratrice e azienda.


Due punti  – l'indipendenza dell'autorità che dovrebbe vigilare su questo delicato tema e la reale operatività di questo organismo sul territorio -  che in Italia sono ancora critici. Perché nel nostro Paese il prezioso lavoro della Consigliera nazionale di Parità, Alessandra Servidori, è svolto all'interno del Ministero del Lavoro. E  perché nonostante la Direttiva 54 del 2006 – riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego – preveda l'allargamento della nozione di discriminazione, l'aumento delle pene pecuniarie e l'onere della prova a carico del presunto trasgressore, dall'altro non dedica nè budget nè nuove strutture indipendenti per la sua implementazione. Anzi, il budget delle consigliere provinciali, persone spesso molto preparate che svolgono questo lavoro come una missione, è stato ridotto al lumicino. Eppure, come insegna un riuscito spot "prevenire è meglio che curare" e forse a conti fatti è anche più economico.