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Invecchiamento attivo? Sì per curare figli e nipoti

Che la famiglia fosse un'ammortizzatore sociale gratuito in Italia già lo sapevamo (vedi post di un po' di tempo fa), ma i dati appena pubblicati di un'indagine Eurobarometro – in occasione dell'inaugurazione dell' anno europeo per l'invecchiamento attivo – confermano che nel nostro Paese le persone anziane dopo aver raggiunto l'età della pensione si mantengono giovani – volenti o nolenti – tappando i buchi delle infrastrutture sociali. Così tengono i piccoli quando non ci sono posti al nido o controllano gli adolescenti quando non c'è il dopo scuola, accorrono dai figli in caso di imprevisti per fare da baby sitter. L'81% degli intervistati infatti sostiene che il maggior contributo degli ove 55 sia la cura dei nipoti e l'83% (10 punti in più rispetto alla media europea) ritiene che queste persone possano dare un sostegno economico alla famiglia. E se gli "anziani" – termine molto relativo se in Italia mediamente si considera anziana una persona sopra i 68 anni, con una media europea di 64 – sono fonte di welfare, chi si prende cura di loro e ha quindi doppi carichi di cura (verso i figli e verso i genitori, o magari i nonni centenari) reclama in Italia non tanto un riconoscimento economico (solo il 27% degli intervistati, contro il 44% europeo) ma prima di tutto tempo, come un lavoro a tempo parziale (35% contro un 23%) o un anno sabbatico finanziato (20% contro 16% degli europei). Questo il documento: Scarica Eurobarometro active aging