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No core business hours

Il titolo significa in sostanza che non ci sono orari prestabiliti dove è imprescindibile la presenza fisica in ufficio. E suona tanto più innovativo se si pensa che la Phoenix Contact, gruppo industriale tedesco, è già un ventennio che ha sperimentato – con successo – la flessibilità organizzativa. Come è possibile? Ogni gruppo di lavoro analizza le esigenze dell'azienda e dei clienti, e sulla base degl impegni per il mese successivo pianifica i turni di lavoro, in maniera condivisa e autonoma. All'azienda basta che il risultato finale – il prodotto, la vendita al cliente – sia realizzato, e ha constatato come lo sia in maniera più efficace e profittevole se i dipendenti hanno margini di autonomia nell'organizzarsi. Il temuto "cartellino" c'è ma il montante ore viene calcolato su base mensile – con possibili compensazioni settimanali quindi – ed è vietato perché considerata una inefficiente gestione del tempo eccedere con gli straordinari. E in caso di necessità per motivi famigliari, è possibile chiedere un'aspettativa fino ad un anno – retribuita! – perché il montante ore verrà poi riparametrato  su base mensile al rientro. ………Fantascienza? Per noi sì, ma questo è l'esempio che si può fare.

  • Alfredo (@kalufunsui) |

    Buongiorno Anna, post molto interessante, come al solito.
    Ogni volta che leggo di queste sperimentazioni mi chiedo come sia possibile che in Italia, nessuno riesca mai a provare niente del genere.
    Possibile che l’equazione miglior sostenibilità della vita quotidiana = miglior rendimento professionale non scatti proprio a nessuno?
    E’ solo una questione di pigrizia/calcolo immediato o c’é di più secondo te?
    grazie

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