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I neo papà a casa per due settimane

E' di ieri sera l'annuncio del  Ministro per il Lavoro Elsa Fornero di introdurre un periodo di paternità obbligatoria, perché "la maternità non e' un fatto solo di donne". Ne sono convinti da tempo in Nestlè, dove i neo papà hanno a disposizione  due settimane di congedo dedicato solo a loro, a sottolineare l'importanza che entrambi i genitori siano coinvolti attivamente in questa impegnativa e magnifica avventura che è la nascita di un figlio. Tanto che il gruppo si impegna ad integrare sino al 100% lo stipendio, rispetto ad un indennizzo del 30% previsto per il periodo facoltativo (l'unico di cui per legge possono, ma fino ad ora non sono obbligati, usufruire i padri).

Il gruppo Nestlé è impegnato da tempo e a tutto tondo  a supportare il periodo della maternità attraverso una serie di progetti come la distribuzione del Maternity&Paternity Kit alle donne in attesa e ai futuri papà – per aiutarli a gestire al meglio il periodo di maternità all’interno dell’azienda – ma anche la creazione di asili nido aziendali e junior camp (3-14 anni)  che consente di accogliere in azienda i figli duranti i lunghi 90 giorni di chiusura estiva delle scuole. E non si tratta di un impegno formale o solo statutario – Nestlé è stata la prima azienda a sottoscrivere volontariamente la Carta per le Pari Opportunità – perché questi strumenti riflettono un impegno di fondo a promuovere il work ife balance come strumento di efficienza e produttività. Pochi giorni fa, ad un evento di ValoreD il direttore risorse umane  Fausto Palumbo mi spiegava come la cultura della flessibilità deve passare dalla cultura della performance e quindi sia necessario rendere il presenzialismo di per sè un disvalore. Quando sono rimasta a bocca aperta, mi ha detto "non è Nestlè che è avanti, è il mondo che è indietro". Non c'è bisogno di aggiungere altro! 

  • Anna |

    Sono stupita dai vostri commenti: io mi riferivo alla gestione del personale nella sede italiana di Milano. Non entro nel merito del business perché non è questa la sede e non sono proprio al soldo di nessuno: è un dato oggettivo che in termini di valorizzazione del capitale umano sono all’avanguardia e hanno infatti ottenuto riconoscimenti pubblici a diversi livelli prorpio su questo fronte.

  • yeoman75 |

    Andrea, così come è stato giusto tirare le orecchie a Nestlè quando ha fatto porcherie con il latte in polvere in Africa è altrettanto giusto riconoscere quando fa qualcosa di buono.
    Dopodiché possiamo pensare che Anna sia al soldo dei soliti maiali capitalisti, ma non è mica detto che sia vero – certe accuse per me sono aria ai denti. Speriamo non lo siano le promesse di Nestlè, piuttosto.

  • cristina |

    Un articolo che fa i complimenti a Nestlè mi sembra surreale! Non si può scrivere di Nestlè senza ricordare i danni che ha fatto e continua a fare, così si forniscono informazioni parziali che a noi cittadini e consumatori non fanno per niente bene, ne fanno invece a Nestlè ovviamente!

  • Anna |

    Bene Andrea grazie ancora una volta per i commenti provocatori, a volte stimolanti. Per una mamma che lavora la giornata ha 24 ore e ogniuna ti assicuro è spesa a fare qualcosa, sopratutto se come me hai un figlio di 3 mesi e il giorno dopo devi tenere un’aula formativa a Mantova organizzando la gestione degli altri due. E come vedi pubblico tutti i commenti, senza censusa. Quanto a Nestlè, io non entro nel merito sto parlando della gestione del personale e dell’approccio all’organizzazione del lavoro e su questo sono certa – perché l’ho visto oltre che sentito come testimonianza spot – che sono davvero all’avanguardia.

  • Andrea |

    oh signore l’ha fatto veramente,io stavo ironizzando nell’intervento di ieri che non si sa quando verrà pubblicato.
    immagino sia arduo approvare un commento,le giornate durano 24 ore per tutti nonostante ciò abbiamo chi perde qualche minuto per postare e chi non trova altrettanto tempo per approvare.
    mamma mia dei complimenti a nestlè…lei si ricorda delle polemiche e delle vicessitudini che hanno coinvolto nestlè?latte in polvere sponsorizzato ovunque,negli stati in via di sviluppo si muore pure per le infezioni sul biberon,con tanto di pubblicità ingannevoli e medici compiacenti che lo consigliano nonostante oms spinga per l’allattamento esclusivo al seno come è giusto che sia.
    POI HA ADERITO,NONOSTANTE CIO’ ASSOCIAZIONI BOICOTTANO ANCORA L’AZIENDA.
    sfruttamento minorile in africa emerso in passato.
    cosa mi tocca leggere,fumo negli occhi nella gente ma io non dimentico a differenza sua certe cose per convenienza.

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