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Campagna elettorale con pancione

Incinta di otto mesi e candidata alla Presidenza  a 37 anni. Succede in Islanda dove Thóra Arnórsdóttir giornalista finanziaria ha fatto della conciliazione dei tempi tra vita e lavoro la sua campagna elettorale. Incontrando gli elettori con il pancione, ha spronato il suo pubblico femminile: “l’uguaglianza di genere non riguarda solo i diritti delle donne ma anche le scelte degli uomini nell’organizzazione famigliare”. Detto fatto: il compagno e padre di tre figli è pronto a rallentare il lavoro nel caso lei venisse eletta, per fare la sua parte. Insomma: “ragazza e donne dell’Islanda puntate agli stessi incarichi di responsabilità degli uomini”. Un bell’esempio di role modelling, fortunate le islandesi che si potranno ispirare ad un modello di leadership decisamente diverso dalle “uome “ in carriera. Anche senza capire la lingua, il suo sito  ha dei canoni di comunicazione che da noi sono ancora lontan da venire. Ma in Italia vi viene in mente almeno una mamma di potere?

 

 

  • Giuliana Proietti |

    Fortunate le islandesi per questo possibile premier, ma che dire invece, per rimanere all’estero, della neo-ministro francese Fleur Pellerin, la quale si è presentata all’Eliseo con una mini cortissima? Possibile che le donne, per una ragione o per l’altra, debbano sempre entrare nelle stanze del potere in mutande? Possibile che, una volta conquistato uno status impensabile fino a qualche anno fa, una giovane donna ministro possa decidere di voler puntare sul “capitale erotico”, piuttosto che su preparazione e competenza professionale, al pari di una qualsiasi Olgettina?

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