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Job alternation leave e Leave banking

Suonano come parole magiche, queste  –job alternation leave e leave banking – perché per un momento la flessibilità sul lavoro, quella “buona” (in Italia purtroppo c’è bisogno di specificare, per distinguere dal precariato) sembra possibile. Altrove lo è già: il gabinetto del Primo Ministro in Finlandia visto che il 60% dello staff è composto da donne con meno di 40 anni, e quasi interamente da genitori ha deciso di modificare radicalmente le modalità di lavoro, per consentire ai collaboratori di continuare a fare bene il proprio lavoro senza trascurare la famiglia. Si va dalla possibilità di prendere un periodo (più o meno lungo) di assenza dal lavoro, con organizzazione della sostituzione a indennità di disoccupazione (equiparata ad assenza per carichi di cura) alla trasformazione degli straordinari in ferie o – all’inverso – dell’acquisto di ferie aggiuntive con tempo futuro da dedicare al lavoro, in fasi di “picco”.  La sperimentazione è descritta da Eurofound e dimostra che anche per ruoli “in prima linea”, di responsabilità è possibile trovare soluzioni.

Ora che il Governo Renzi ha inserito così tante donne grintose, sarà lui e la PA a sperimentare quello che le aziende sono riluttanti a fare? Sarebbe un segnale concreto, questo, di innovazione.