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Crollo delle nascite in Italia: -65mila bambini

Mai così poche nella storia d’Italia. Parliamo del drastico calo della natalità nel nostro Paese, dove nel 2013 il numero di nascite si è ridotto del 3,7%, ovvero ci sono 63mila culle vuote dall’inizio della crisi. Ed è proprio la crisi – secondo l’indagine  del Censis “Diventare genitori oggi. Indagine sulla fertilità/infertilità in Italia”, realizzata in collaborazione con la Fondazione Ibsa – il fattore scantenante: per l’83% del campione nelle attuali condizioni è più difficile fare la scelta di avere un figlio, cin un picco negativo (90%) tra i giovani fino a 34 anni.  Cosa farebbe cambiare idea? La grande maggioranza (61%)  sarebbe più propensa ad avere figli se migliorassero gli interventi pubblici. Sgravi fiscali e aiuti economici diretti sono le principali richieste (71%), che vengono ancora prima degli asili nido  (67%) e sono seguite poi (56%) dall’esigenza di un supporto più strutturale nelle varie fasi della crescita (rette scolastiche, servizi di mensa o di trasporto).

Eppure il rapporto positivo, virtuoso, tra tasso di occupazione femminile e tasso di fertilità è ormai provato, e la triste controprova ne è ora l’Italia: meno donne occupate che nel resto d’Europa, e anche meno figli.

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Eppure, gli investimenti in politiche famigliari sono redditizi, sia per le aziende che decidono di offrire welfare sussidiario al proprio interno (vedi la ricerca di McKinsey dell’anno scorso) , sia per gli Stati mettono a bilancio nella finanza pubblica politiche ad hoc family friendly, e il Giappone è solo l’ultimo esempio.  Quando lo capiremo?

 

 

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