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Come va la vita in Italia? Bene per salute, male per lavoro, redditi e istruzione

In base all’annuale pubblicazione del  Better Life Index dell’ Ocse L’Italia si colloca al di sopra della media in quanto a equilibrio lavoro-vita privata (con forte gap di genere) e stato di salute,  ma al di sotto della media in quanto a occupazione e guadagni, e istruzione e competenze.

L’indice è un prezioso indicatore del tenesse di un Paese, perché rispetto al Pil (che registra solo la dimensione economica) include una serie di indicatori sociali e personali che determinano lo stato di salute di una popolazione.

BLI OCSE

In Italia il tasso di occupazione è di dieci punti percentuali inferiore alla media dei Ocse: il 56% delle persone di età compresa tra 15 e 64 anni ha un impiego retribuito, contro il 65% degli altri Paesi. C’è inoltre un forte divario di genere: a fronte del 66% dell’occupazione maschile, nel nostro Paese ancora meno di una donna su due (47%) lavora.  E il divario non è solo nell’accesso al lavoro ma anche nelle modalità di lavorare: se è vero che negli ultimi 10 anni gli orari si sono ridotti,  – in Italia solo il 4% dei lavoratori dipendenti lavora più di 50 ore a settimana (contro media Ocse del 13%) – questo sembra essere una prerogativa prettamente maschile (rispettivamente il 5% degli uomini e soltanto il 2% delle donne lo fa).

I dati sull’occupazione incidono su quelli relativi al work life balance: meno lavoro significa, anche involontariamente, un miglior equilibrio vita lavoro. E di fatti l’Italia si “piazza” bene rispetto a questo indicatore. Ma anche qui ci sono forti divari di genere. Se infatti in Italia gli uomini in Italia dedicano approssimativamente 15 ore al giorno alla cura personale e al tempo libero e le donne ne dedicano solo14.

Questi dati sull’occupazione stridono con le qualifiche e la preparazione accademica, che è superiore per le donne (59%) che per gli uomini (56%), anche in materie matematiche e scientifiche: le ragazze hanno ottenuto, in media, 6 punti in più rispetto ai ragazzi in test condotti ad hoc. In generale però il dato è nettamente inferiore alla media Ocse: In Italia, solo il 57% degli adulti di età compresa tra i 25 e i 64 anni ha completato il ciclo di istruzione secondaria superiore, quasi 20 punti percentuali in meno che la media Ocse (75%).

Questa la sintesi per l’Italia: BLI 2015 Italy country report Italian