Qual è l’alternativa a separarsi dal proprio bambino di pochi mesi per nove o dieci ore al giorno? Qual è l’alternativa a lasciarlo per tutto questo tempo in una struttura attrezzata, colorata, sicura – ma che non è, e non potrà mai essere, la sua casa? E in definitiva: esiste una simile alternativa?”. E’ questa la delicata questione che si pone l’autrice del libro “Contro gli asili nido. Politiche di conciliazione e libertà di educazione” (edizione Rubettino) Paola Liberace, fresco di pubblicazione. La risposta del libro la dà lei stessa nell’incipit: “Purtroppo no. Chi, come l’Autrice, si è confrontato con la latitanza delle misure di flessibilità teoricamente destinate ai genitori lavoratori – ad esempio, attraverso la frustrante esperienza di una domanda di part-time respinta – sa bene che l’alternativa, al di là delle dimissioni, non esiste”. Ma lontano dall’essere un j’accuse fine a sé stesso l’autrice snocciola dati e analizza le norme vigenti che, se applicate correttamente, offrirebbero un vero strumento di conciliazione. Molto più concreto e lungimirante di un puro terno al lotto sui posti agli asili nido (di qui il titolo del libro). “Al posto che ridurre la programmazione strategica in campo di politica familiare ad un mero conteggio dei posti alle scuole dell’infanzia – spiega Paola Liberace – perché non intervenire in maniera istituzionale, nel campo dove la politica più può fare per aiutare le famiglie”? Una domanda che ci siamo poste in tante, un’arrabbiatura che molte mamme che lavorano condividono e un libro da leggere per sapere di non essere sole!
CATEGORIE: Bacheca
TAGS: carenza scuole infanzia, dilemma lavorativo delle mamme, lavoro flessiile, occupazione femminile, Paola Liberace "contro gli asili nido", part-time
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Your comment is awaiting moderation.
Scrivi un commento