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80% +52 = 77

Non è una formula matematica astrusa ma solo un esempio pratico di come a 50 chilometri da qui (Lugano, Svizzera) sia possibile modulare in maniera estremamente flessibili i propri orari di lavoro. Facendo per esempio un part-time e allo stesso tempo “tesorizzando” ferie per rendere più lunga la vacanza in famiglia.

Un mio amico a cui piace dividere le responsabilità famigliari lavora all’80% con un part-time verticale, che vorrebbe dire un giorno libero alla settimana. Ma ha deciso di “contabilizzare” questa giornata libera (un giorno a settimana libero, per 52 settimane lavorative annue = 52 giorni all’anno) e di andare a sommarla alle ferie. Quindi ai canonici 25 giorni di ferie che gli spettano di diritto ne somma altri 52 dell’80%, arrivando fino a 77 giorni. Ovvero: quasi 15 settimane di vacanze all’anno, che tradotto in mesi sono 3 mesi pieni (quasi quattro). Mica male no?

E ancora una mia amica – che per altro lavora all’80% con un part-time orizzontale (quindi lavorare circa due ore in meno al giorno) – sta valutando l’ipotesi di “auto-ridursi” lo stipendio del 10% per “investire” questo ammontare in ferie. Ai 25 giorni di ferie di diritto aggiungerebbe quindi l’equivalente di altre 52 mezze giornate, ovvero altri 26 giorni . Per un totale di 51 giorni di vacanze all’anno. Mica male no?

Fantafinanza? No, semplicemente best-pratice geograficamente molto vicine e culturalmente molto lontane su come gestire i tempi! Da noi sarebbe un ottimo modo per evitare i dilemmi estivi. Che si ripetono ogni anno quando per ben tre mesi (caso unico in Europa) le scuole chiudono e le mamme devono dare prova di grande abilità strategica e diplomatica per piazzare i pupi tra nonni e suoceri, tra mare e montagna.