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Il bilancio dell’imprenditoria femminile è in attivo?

Oltre 5mila nuove imprenditrici negli ultimi dodici mesi: nuove idee e spirito d’iniziativa non sono mancati alle donne italiane neanche in un periodo congiunturale così difficile. In base ai dati dell’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile (indagine semestrale realizzata da Unioncamere) sono infatti 5523 le nuove imprese create nell’ultimo anno (tra giugno 2007 e giugno 2008), con un saldo positivo che seppur ridotto (+0,45%) è un segnale positivo al confronto con l’immobilità del tessuto imprenditoriale del paese il cui tasso di crescita generale è stato pari a zero.

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Stando ai dati ormai, un’impresa su quattro circa (il 24,6% circa) "è donna" ma – come avvertono alcuni esperti, economisti e fiscalisti – attenzione a non mettere il carro davanti ai buoi. Se il trend da un lato è decisamente positivo e c’è senz’altro in alcune regioni un incremento della partecipazione femminile al mondo imprenditoriale – ad esempio in Molise (31,74%), Basilicata (29,5%) e Abruzzo (28,5%) quasi un’azienda su tre è a nome di una donna – è anche vero che spesso sono i mariti o i famigliari (padri e zii o fratelli) che la intestano alla partner per ottenere sgravi fiscali e facilitazioni. Detto questo, è vero che le iniziative imprenditoriali sempre più spesso sono progetti veri e propri, ben strutturati e finanziati, nel segno della maturità imprenditoriale: nei dodici mesi analizzati, infatti, a fronte delle oltre 8mila iniziative individuali in meno, si sono rilevate quasi 12mila nuove società di capitali che, aggiunte alle circa mille società di persone e agli altrettanti consorzi, hanno determinato il saldo positivo del periodo, soprattutto nel Nord Est e nel Centro Italia.

Sempre di più e sempre più specializzate: alla continua – ormai da alcuni anni – riduzione del loro numero in agricoltura (oltre 6mila in meno tra giugno 2007 e giugno 2008), corrisponde un aumento altrettanto consistente nel settore dei servizi alle imprese (servizi immobiliari, attività professionali, informatica). La regione che ha contribuito di più al bilancio positivo è il Lazio, dove si concentra il 46,6% di tutto il saldo, seguita da Lombardia e Campania (rispettivamente con 1.739 e 1.038 imprese in più). Dal bilancio positivo resta escluso il Sud, dove il numero delle imprese femminili si riduce complessivamente di 1.142 unità (lo 0,25% in meno rispetto a metà 2007), risultato comunque migliore del saldo complessivo del Mezzogiorno che, nello stesso periodo, arretra dello 0,61%. Determinante il contributo dell’imprenditoria immigrata al risultato positivo: oltre il 71% di tutto il saldo si deve infatti alle imprese individuali aperte da donne giunte da paesi al di fuori dell’Unione Europea (3.921 in più nel periodo considerato).