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“Avere un figlio è quasi un atto di eroismo”?

In un Paese come il nostro per una donna avere un figlio "è quasi un atto di eroismo". Amara ammissione quella fatta ieri dal Ministro per le Pari Opportunità nella sua relazione alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera. La Carfagna ha ribadito in questa sede istituzionale che è allo studio  "una nuova disciplina sulla conciliazione tra lavoro e famiglia" ed ha fatto una lucida analisi del problema.

Prima di tutto il tasso di occupazione femminile, che in Italia è tra i più bassi in Europa: una situazione che penalizza tutta l’economia nazionale: "l’ingresso di un numero maggiore donne nel mercato del lavoro porterebbe benefici straordinari anche al Pil che salirebbe del 17%" ha detto il Ministro. La sua proposta è "un programma organico di semplificazione e deregolazione del lavoro" che permetta sia all’impresa sia al candidato di ridurre adempimenti burocratici, tagliando così i costi indiretti". In pratica, per fare qualche esempio, si ipotizzano incentivi allo strumento del part-time o il potenziamento degli asili nido "nei quali l’Italia è ancora lontana dagli impegni assunti a livello internazionale: l’agenda di Lisbona prevede entro il 2020 la soglia del 33%, il nostro Paese al momento si attesa al 9,9%" si legge ancora nelal nota diffusa dal Ministero delle Pari Opportunità.
Ma oltre all’accesso al lavoro, il Ministro ha anche ricordato il problema qualitativo delle mansioni che spesso svolgono le donne: "un problema di leadership, se si considera che l’occupazione femminile è al 46,6%, la presenza nei Consigli di Amministrazione si attesta tra i 3 e il 5%, le donne alla Camera sono il 21% e l’8% al Senato".

Che ne pensate? Personalmente credo che il tentativo di sviluppare un progetto organico e integrato per affrontare il problema delle donne –mamme- lavoratrici sia lodevole. Anche perché studi autorevoli (vedere la sezione "documenti utili" e "tre domande a Daniela del Boca"  in proposito) e casi virtuosi (come quelli scandinavi o quello francese) dimostrano come solo un piano strategico omogeneo – e non singole misure – sia davvero efficace. Mi resta quindi – da "profana della politica" – un dubbio: come si inquadra questo programma rispetto alla Finanziaria e rispetto alla proposta di un  prestito bancario di cinquemila euro per ogni nuovo nato (rimborsabile entro cinque anni con un interesse del 4%) avanzata dal sottosegretario Carlo Giovanardi? Ulteriore indagine a breve!