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Donne libere quando sono in rete

Mi ha colpito molto – quando la sera i bambini dormono e io mollo gli ormeggi, (almeno virtualmente!), per navigare un po’ in rete – la quantità di siti, blog e gruppi di discussione seri e stimolanti dedicati al difficile trittico donna-mamma-professionista.

Per fortuna! In un recente passato ero rimasta altrettanto stupita (in negativo) dall’enorme numero di pagine online “al femminile” che a mio avviso non fanno che riproporre i peggiori stereotipi sul gentil sesso. Un esempio? Mi sono iscritta ad un paio di newsletter che promettevano aggiornamenti utili e consigli prativi  per le “donne moderne”, divise tra casa e ufficio, e invece mi ritrovo le recensioni delle creme antirughe,  i bar più trendy per gli aperitivi dopo il lavoro, i corsi di cucito e decorazione ceramiche (giuro, ho trovato anche quelli!). 

Meglio tornare alle più recenti scoperte! “Il fenomeno delle mamme blogger  è in fortissimo fermento proprio in questi ultimi mesi – ha spiegato Cecilia Spanu di Fattore Mamma al primo incontro non virtuale tra navigatrici on-line, in Bocconi  lo scorso 3 dicembre – ed è di grande valore quanto a contenuti prodotti. E’ però al momento poco visibile rispetto al potenziale e poco studiato. Il pubblico di lettrici/lettori dei blog di mamme potrà essere fortemente allargato grazie ad aggregatori di blog dedicati alle mamme come MammacheBlog, in lancio in questi giorni”.

Secondo i primi risultati della ricerca Ask Bocconi e Fattore Mamma in Italia sono circa 1500 le mamme che scrivono e discutono regolarmente nel proprio Speakers' Corner virtuale, un decimo di quelle americane ma è pur sempre un segnale di novità. Per conoscere meglio i risultati della ricerca e le testimonianze delle pionieri, cliccate qui!

Oltre ai blog, ci sono poi spazi di discussioni nei social network, come  linkedin (bisogna iscriversi)   dove per esempio ci sono due gruppi (mamme al lavoro e  professione donna) molti interessanti! Che permettono di dare spazio alle proprie idee, e sfogo ai propri dubbi libere e lontane dai luoghi comuni. Come per esempio la domanda che mi ha posto Alessia, consulente risorse umane a Parigi: “Cosa fanno le donne italiane – si chiede perplessa guardandoci da oltralpe – per migliorare la loro situazione, a parte imparare equilibrismi estremi?". Ci penso su,  e poi parte una risposta-fiume sulle piccole lotte quotidiane che devo fare per – non dico migliorare – ma difendere con i denti quel poco che sono riuscita a raggiunto sul lavoro. Da lì parte un tan-tan di confessioni, appelli, denuncie. Ma allora esistono le donne pensanti, che hanno ancora voglia di arrabbiarsi, confrontarsi e magari cercare di cambiare le cose! Solo che  sono sul web, nella tarda notte: unico spazio – quello virtuale – dove riusciamo ad esprimerci, a tarda notte dedicando cinque minuti ai nostri pensieri.

  • bijou |

    condivido perfettamente ciò che è stato sopra esposto sopra. Io non riesco molto ad attaccarmi alla rete, però tento di sbirciare questo bel blog.
    Sono una mamma con la m minuscola e una donna pensante, a volte troppo, che nel suo piccolo tenta di migliorare la propria situazione di “mamma al lavoro”. Ma le difficoltà e le arrabbiature non sono poche e le… delusioni molte più dei risultati. Però ci provo…
    L’ennesima prova di nervi pochi minuti fa, proviene da un diktat della mia responsabile Donna e Non Mamma….
    La questione :Cosa fanno le donne italiane per migliorare la loro situazione è proprio una questione aperta o “solo nascosta” ??
    Credo in tutte le mamme (minuscolo) e donne pensanti
    che hanno ancora voglia di arrabbiarsi, confrontarsi e magari cercare di cambiare le cose!
    Avanti con l’appello!!!!

  • Cecilia |

    L’ora in cui ti sto scrivendo testimonia che quello che dici è vero (ma la mattina l’ho passata a casa con un bimbo malaticcio, il pomeriggio a seguire l’altra che aveva un importantissimo saggio di danza.. e quindi mi son messa a lavorare alle 21.
    Sono con te nel dire che è più bello e più gratificante per una mamma iniziare a cambiare un pezzettino del mondo che ha intorno, inventandosi nuovi modi di lavorare e scambiando idee con altre mamme, piuttosto che continuare a lamentarsi per quello che non c’è o che lo stato dovrebbe garantirci, come Donne con la D maiuscola. Preferisco essere una mamma con la m minuscola e partire da qui, con tutta la fatica, le delusioni, la stanchezza, gli equilibrismi che questa condizione comporta.
    Spero però solo di non essere libera solo quando sono sulla rete… !

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