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La Lombardia ha adottato il “requilibrio dei generi” ?

Con la legge regionale del 10 dicembre scorso ( "Disciplina delle nomine e designazioni della Giunta regionale e del Presidente della Regione" , Burl n. 50, 2° supplemento ordinario, 11 dicembre 2008) la regione Lombardia ha introdotto le disposizioni in tema di parità e pari opportunità nello Statuto d'autonomia regionale.

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In particolare, l'articolo 1 della legge stabilisce che "le nomine e le designazioni di competenza della Giunta regionale e del Presidente della Regione" sono disciplinate "nel rispetto dei principi di partecipazione, pubblicità, trasparenza e riequilibrio tra entrambi i generi stabiliti dallo Statuto".

L'innovazione apportata dalla nuova disciplina è contenuta anche nell'articolo 2, al comma 4, dove è stabilito che i soggetti titolati a presentare candidature sono tenuti a proporre nominativi di entrambi i generi. Inoltre, la nuova disciplina, all'articolo 4, prevede la costituzione di un Comitato tecnico consultivo, in cui è garantita la presenza di entrambi i sessi, che avrà il compito di esprimere parere non vincolante sulle candidature in riferimento al possesso dei requisiti previsti dai regolamenti e dagli atti istitutivi degli organismi per i quali si deve provvedere alle nomine e alle designazioni.

E’ un primo importante passo, anche se questi principi non si applicano in alcuni ruoli-chiave dove l’apporto delle donne potrebbe essere particolarmente prezioso, come organi di direzione delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende ospedaliere, anche universitarie, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e Fondazioni, nonché all'Agenzia regionale per l'istruzione, la formazione e il lavoro (Arifl) di competenza della Regione.