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Isfol denuncia la “marginalità” del lavoro femminile

ISFOL2008 DONNE E UOMINI OCCUPATI
E’ stato presentato settimana scorsa il corposo rapporto Isfol 2008. Tra gli argomenti trattati anche le caratteristiche dell'occupazione femminile e i sistemi di conciliazione offerti in ambito italiano ed europeo. Nel nostro contesto nazionale – scrive l'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori –la componente femminile rappresenta l'elemento trainante della crescita occupazionale, pur dando segni di rallentamento. Le donne restano tuttavia “un segmento debole del mercato del lavoro, rappresentando poco meno del 40% degli occupati. Tra le inattive del 2007, il 7,6% aveva un lavoro nell'anno precedente (contro il 4,1% degli uomini), mentre le disoccupate erano il 44% (rispetto al 32,8% degli uomini), evidente segnale di una marginalità perdurante”.

Scarica Rapporto isfol 2008

Nel rapporto inoltre si evidenziamo come l'utilizzo complessivo del part-time, inferiore di oltre quattro punti percentuali in Italia rispetto alla media europea, interessa maggiormente le donne. Da una parte è meno diffuso, ma dall’altra rappresenta spesso l’unica possibilità per cercare di conciliare i tempi, tra casa e ufficio. Infatti un terzo delle donne in cerca di occupazione (il 31% ) preferirebbe un contratto part-time – e la percentuale si impenna al 42% nella fascia d'età 35-44 anni – mentre gli uomini che preferirebbero il part-time ammontano in totale al 3,8% .

A differenza dell'area del cosiddetto welfare nordico, infatti, i paesi dell'Europa mediterranea come l'Italia si caratterizzano per l'assenza di forme strutturate di welfare familiare e per una spesa sociale complessivamente più bassa degli altri Stati europei, con scarse risorse destinate al sostegno delle famiglie. Il che si traduce in quote elevate di inattività femminile e una partecipazione discontinua delle donne al mercato del lavoro, soprattutto in relazione allo status familiare e alla presenza di figli o persone non autosufficienti. Ad aggravare la situazione, la scarsa condivisione dei carichi familiari all'interno della coppia e le ridotte opportunità di conciliazione tra vita e lavoro offerte dal sistema dei servizi pubblici, dall'organizzazione del lavoro e dalla dinamica dei redditi