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…conciliare conviene?

Nella documentazione fornita in occasione del  Premio Famiglialavoro della Regione Lombardia e Altis (Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica) c’è una bella lista – che sottoscrivo e divulgo volentieri – dei perché conciliare vita lavorativa e famigliare conviene, non solo a noi mamme ma anche alle imprese e al Paese. Un mandra da recitare regolarmente per provare a cambiare le rigidità ancora presenti – e spesso discriminanti – nel mondo del lavoro per noi donne!

CONCILIARE CONVIENE: A CHI E PERCHE’

Alla società conviene perché:

  1.  diminuisce i costi sociali;
  2. garantisce sostenibilità al sistema previdenziale;
  3. contribuisce al riequilibrio demografico intergenerazionale;
  4. rafforza il ruolo della famiglia;
  5. sviluppa pari opportunità
  6. migliora la qualità della vita e il benessere della persona.

Ai lavoratori conviene perché:

  1. aumenta le possibilità di occupazione;
  2. favorisce equilibrio lavoro gratificante-vita familiare felice; 
  3. aumenta soddisfazione e motivazione;
  4.  diminuisce la cause di stress.

All’azienda conviene perché:

  1. aumenta la motivazione e soddisfazione collaboratori/trici; 
  2. diminuisce l’assenteismo/turn over; 
  3. diminuisce lo stress psicofisico dei collaboratori/trici; 
  4. diminuisce i costi di ricerca e assunzione personale; 
  5.  rende l’azienda più attrattiva sul mercato del lavoro; 
  6.  aumenta la produttività e le capacità concorrenziali; 
  7. mantiene know-how del capitale umano in azienda
  8.  nuove competenze entrano in azienda.

Stabilito che è un’opportunità e non un rischio da evitare, come si può introdurre la flessibilità e la conciliazione dei tempi in azienda? Possibili esempi di leve di conciliazione applicabili all’ambito aziendale sono: il time Banking*  (banca delle ore); regolazione flessibile delle pause; Job sharing** ; anno sabbatico; organizzazione del lavoro su team di lavoro autogestito; telelavoro; part-time; politiche di flessibilità legate a congedi/permessi (di maternità, paternità, parentali); pianificazione dei periodi lavorativi; individuazione di un responsabile interno per la conciliazione; attività di coaching e mentoring; programmi formativi (a vari livelli e su argomenti quali salute, genitorialità, …); implementazione servizi di Time saving (servizi lavanderia, disbrigo burocratico; …); convenzioni con realtà esterne per servizi di cura, servizi di baby-sitting; possibilità di portare bambini al lavoro; mensa aperta ai familiari o servizio di take-away; incentivi e bonus per dipendenti con figli piccoli e implementazione servizi dedicati: attività ricreative/campus estivi per bambini dei dipendenti durante le ferie; asilo nido aziendale, etc.

*  Istituto contrattuale inserito in vari CCNL, che consiste nella possibilità di accantonare, su un conto individuale, un certo numero di ore prestate in eccedenza rispetto al normale orario di lavoro. È quindi possibile, entro un periodo di tempo concordato, attingere al proprio conto di ore prestate, per godere di rimborsi compensativi.
**È una forma di lavoro atipica, secondo la quale due persone si suddividono in due o più fasce lavorative un lavoro a tempo pieno).