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L’occupazione delle mamme

Ecco una sintesi di tanti dati che vi ho già proposto. In questo documento l’Ocse,  che ha appena aggiornato il proprio database sulla famiglia, si focalizza sulle mamme lavoratrici. 

Tasso di occupazione delle donne e delle mamme
Innanzitutto emerge che le donne che lavorano sono già una categoria ristretta del “gentil sesso” (in media solo una su due lavora, il 61,5%) ma che quando si vuole anche conciliare una vita famigliare, il tasso di occupazione cala significativamente, a volte anche della metà. In controtendenza solo Islanda e Svezia dove le donne che hanno avuto un figlio sono molto apprezzate sul mercato del lavoro e il loro livello di partecipazione è superiore a quello delle “senza prole”.

Tasso di occupazione delle mamme in base all'età del figlio
Altro dato interessante: se i primi anni di vita (fino ai 24 mesi) sono un periodo molto impegnativo per una madre e quindi in questo lasso di tempo il tasso di occupazione spesso cala,  è significativo che dopo i sei anni spesso ritorni ai livelli di “prima”, come in Finlandia, Svizzera e Germania. Ed è altrettanto significativo che in altri Paesi sia invece “al palo”, cioè una volta arrivato il pargolo le difficoltà nel lavorare ci siano e permangano anche quando cresce, come in Italia, Spagna e Grecia.

Tasso di occupazione delle mamme in base al numero dei figli
Se poi si parla di numero di bambini, tra uno e tre le probabilità di continuare a lavorare si dimezzano. In Italia, insieme a Ungheria e Polonia,  si riducono fino al 20%: solo una mamma su cinque con tre figli riesce a lavorare.

Questo il documento: Scarica Ocse maternal employment rate