Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Discriminazione di genere nella crescita professionale: prima condanna

Accade in Francia, e il caso è di pochi giorni fa. La Corte d’appello di Versailles ha appena condannato il gruppo aeronautico Hispano-Suiza per “discriminazione di genere”. Dipendente dal 1978, Annie Bouchon ha lavorato prima come dattilografa, poi come operatrice tecnico-commerciale. Durante tutti questi anni si è resa conto che “procedeva nella scala delle responsabilità e della carriera – si legge nella sentenza – ad una velocità minore rispetto che alcuni suoi colleghi uomini, seppure loro avessero le stesse qualifiche e competenze”. Sentendosi discriminata e penalizzata,  la signora si è rivolta al consiglio di Prod’Homme di Nanterre nel 2006 (si tratta della giurisdizione di primo grado per le cause relative al diritto del lavoro). In questa sede è stata usata per la prima volta una metodologia nuova, vale a dire un paragone in base a parametri definiti e misurabili (qualifica, anni di servizio, scatti di stipendio, ect..) tra la situazione della Bouchon e di cinque altri dipendenti uomini il cui profilo – ma non la carriera – erano simili a quello della signora. Il risultato? Ai colleghi erano bastati tra i 7 e i 15 anni per arrivare al loro posto attuale, alla signora ben vent'otto. La discriminazione è stata riconosciuta sia in primo grado che in appello: Hispano-Suiza deve pagare 35mila euro per danni morali più interessi e adeguamento della posizione della signora all’interno del gruppo.

A confermare la novità di questa sentenza è anche la Haute Autorité de lutte contre les discriminations et pour l'égalité (Halde)  che la definisce la prima condanna per la discriminazione di genere nello sviluppo della propria carriera. Fino ad ora infatti l’eventuale condanna era fatta in base alla mancata parità di trattamento. Che sia l’inizio di una nuova sensibilità?
L'articolo de Le Monde