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Asili: dai radicali una proposta per raggiungere i target europei

Perché anche in Italia il numero di asili presenti sul territorio raggiunga i livelli europei – attualmente l'unico capoluogo italiano è Bologna (35%) - la senatrice Donatella Poretti (parlamentare Radicali – Partito Democratico) ha depositato ieri un ordine del giorno al decreto-legge n.185 sulle misure urgenti a sostegno di famiglie, lavoro, occupazione e impresa. Con il quale si chiede al Governo di promuovere con ogni strumento utile iniziative alternative agli asili nido pubblici, anche attraverso campagne di informazione sociale e interessando la Conferenza Stato Regioni; di semplificare l’iter burocratico per snellire le procedure di accesso ai fondi e infine di affrontare il problema delle Regioni che non presentano piani di spesa e che hanno una minima ricettività di bambini per la creazione di nuovi nidi pubblici. Hanno aggiunto la loro firma anche i senatori Marco Perduca, Francesca Maria Marinano e Pietro Ichino.

Non mi schiero politicamente, la mia è una valutazione di merito e il tema mi sembra importante. Per inquadrare il problema la senatrice snocciola dei dati interessanti: mentre i livelli minimi europei (agenda di Lisbona), indicano di soddisfare almeno il 33% della domanda, in Italia siamo solo al 10%. L'unico Comune capoluogo di regione che in Italia supera la percentuale indicata da Lisbona e' Bologna (35%) seguito, al di sotto dei livelli minimi, da Firenze col 29%. I 774 milioni di euro del Fondo speciale ad hoc istituito da Governo, Regioni e autonomie locali, non sono stati spesi e ci sono regioni come Campania, Abruzzo e Calabria che non hanno neanche presentato piani di spesa. Inoltre i servizi alternativi agli asili sono praticamente insistenti. Sono circa un migliaio i voucher di 1.500 euro che la Regione Toscana da gennaio 2008 eroga direttamente alle famiglie. Le "tages mutter"  (il termine in tedesco significa "Mamma di giorno": una persona adeguatamente formata che offre educazione e cura i bambini di altri presso il proprio domicilio) sono, per esempio, presenti ed economicamente sponsorizzati nel Comune di Firenze, nelle province di Trento e Bolzano e nella Regione Lazio, ma praticamente inesistenti sul territorio nazionale.