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No agli stereotipi in pubbilcità!

Da un eccesso all’altro: o madre di-bianco-vestita con bambino in braccio, o avventuriera provocante. Se perfino Isabella Rauti, persona preparata e seria (è Capo del Dipartimento per le Pari Opportunità) ha deciso di esprimersi sulla campagna del marchio Relish -  dove guardie sud americane perquisiscono con decisione due donne in abiti provocanti– forse un motivo c’è.  L’ha spiegato lei stessa: “veicola immagini violente e discriminatorie che evocano sopraffazione e che sviliscono non solo la figura femminile ma anche l'immagine della polizia". Concordo in pieno e, visto che solo un paio di giorni fa vi avevo parlato di buone abitudini fin da piccoli (riferendomi al bel libro Quante tante donne : le pari opportunità spiegate ai bambini di Anna Sarfatti) ecco qui un esempio esattamente opposto. Questa immagine, ma non è certo la prima,  lede l'immagine della donna e la presenta come un’avventuriera senza scrupoli da “domare” ma quel che è peggio appunto è che  istiga alla violenza contro le donne quasi fosse un metodo naturale – e ben accetto! – di rapportarsi con loro. Mi unisco all’appello di DonneinQuota per far rimuovere i cartelloni pubblicitari. 

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