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Professioniste realizzate, mamme serene

Durante il convegno: “Professioniste realizzate e mamme serene” settimana scorso sono  stati presentati i risultati di un sondaggio on line effettuato dal magazine Psychologie dall'Università Cattolica e da Avon Cosmetics in collaborazione con Radio 24. 

Come spiega Stefano Gheno, docente di Psicologia sociale alla Cattolica emerge che “oggi le donne lavorano per scelta (59% delle risposte), non per necessità. Il lavoro è un piacere (54%), rappresenta una possibilità di gratificazione personale (46%) e una delle componenti dell’identità. Vent’anni fa, questi concetti non potevano nemmeno essere affermati. Emerge il quadro di donne con più voglia di essere autonome, più consapevoli di sé e dei propri desideri, decise a realizzarsi non solo nella famiglia, ma anche nella professione”. Secondo il docente – e in base al sondaggio che ha riguardato circa due mila persone (1908 persone, 98% donne in età dai 18 ai 64 anni) – le donne si sono liberate da quell’alternativa radicale che imponeva loro una scelta drastica: o la carriera o la famiglia. Oggi sentono fortemente un bisogno di armonizzare queste due dimensioni, che risponde a un desiderio di “armonia” tra le varie parti di sé. Sapere che non si può scegliere tra due parti fondamentali di sé, mi sembra un passaggio di forte consapevolezza. È l’accettazione dell’ambivalenza, come impossibilità di “stare da una parte sola”, in nome di una realizzazione personale che non riesce più a esaurirsi nell’essere mogli e madri. Mutamenti profondi. Ma tocca in gran parte ancora alle donne trovare il modo di conciliare questi due mondi. Come? Dedicando più attenzione ai familiari quando sono con loro (46% del campione), il famoso “quality time” basato su un delicato equilibrio dei tempi (40% del campione). “Con la consapevolezza – sottolinea Gheno – che ciò che conta è la qualità del tempo e la qualità della relazione, che si dedica alle persone che si amano. Certo, aiuta anche aver avuto un’educazione che incoraggia la realizzazione personale, l’essere cresciute in una famiglia in cui si sono viste tutte le donne (nonna, zie, cugine e madre) lavorare”. E infine, il modo in cui ciascuno dei partner partecipa alla costruzione della vita quotidiana, le strategie che mettono in atto insieme, unendo le rispettive peculiarità. Già perché le donne si sentono fondamentalmente appoggiate dal partner (75%delle risposte) nella scelta lavorativa. In questo senso possiamo parlare di conciliazione condivisa.

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