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Parità per il pensionamento?

Innalzamento dell'età pensionabile: l'ennesimo torto o un primo passo, che comporta certo qualche sacrificio, verso la parità? Lancio la riflessione e aspetto i vostri commenti. Da parte mia sono più propensa alla seconda interpretazione e mi è piaciuto molto un articolo sul Messaggero del 4 marzo a firma Angela Padrone, che scrive: "Alle donne che si preoccupano e si rammaricano che ora venga loro tolto "anche" il privilegio di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente, va detto: non vivete questa decisione come l'ennesima penalizzazione della vostra vita. Piuttosto, combattete perché non sia " gratis et amore dei", chiedete più rispetto e dignità, e consideratela come la tappa di un cammino ancora lungo verso il riconoscimento (prima della pensione, non dopo) delle vostre potenzialità. Per voi, le vostre figlie e i vostri figli".

La proposta, anticipata nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore, punta a innalzare l'età pensionabile per le donne nella pubblica amministrazione di un anno per ogni biennio per parificarla così a quella degli uomini,  partendo dall'anno prossimo e per arrivare a quota 65 anni nel 2018. Il testo, composto da un solo articolo di legge dal titolo «elevazione dell'età pensionabile per le dipendenti pubbliche», secondo le previsioni dovrebbe essere inserito via emendamento al disegno di legge comunitaria all'esame delle commissioni in Senato. «Il governo – ha spiegato il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta – è intenzionato a ottemperare» alla sentenza della Corte di giustizia europea sulla parificazione dell'età di pensionamento, nel pubblico impiego, tra uomini e donne. «Il percorso è quello della commissione di recepimento delle direttive Ue. Penso che già nei prossimi giorni, settimane, ci sarà una novità di origine parlamentare in quella sede, che il governo valuterà con grande attenzione».