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Giocattoli pieni di stereotipi

Dopo il prezioso contributo di Anna Sarfatti (vedi in “tre domande a …”) ecco un altro monito che arriva direttamente a noi genitori come primi responsabili nella creazione e riproduzione degli stereotipi di genere. Secondo un recente studio inglese del professor Becky Francis dell’Università di Roehampton “ i giocattoli sono oggi più che mai differenziati per maschi e femmine”. Si tratta di un documento prezioso perché è il primo dopo l’ondata femminista degli anni ’70 a trattare un tema così delicato, in maniera molto rigorosa. I genitori – interpellati sui giochi e i dvd preferiti dai loro figli – confermano una netta divisione delle preferenze: i maschi amano i meccanismi, gli attrezzi da lavoro, i cartoon d’azione, mentre le bambine del campione scelto per la ricerca – ma sono davvero loro o papà e mamma pre selezionano il gioco? – preferiscono le bambole, i giochi di ruolo come la finta cucina o la finta scuola e le favole della Disney. “Il fatto di giocare con un determinato oggetto – spiega il professore – non solo condiziona il bambino, facendogli passare il messaggio che quello sarà il suo ruolo futuro,  ma aiuta a sviluppare quelle doti che sono richieste per utilizzare al meglio l’oggetto. Quindi capacità manuali, di logica e di risoluzione dei problemi ai maschi, capacità affettive, di cura e dedizione per le femmine”. Non solo i giochi non sono “neutri” quindi ma contengono già in sé un messaggio – o uno stereotipo – per i nostri figli ma sono anche confezionati in modo diverso, spesso esposti in scaffali ad hoc (angolo rosa e colorato per le bambine, angolo con colori moderni, metallici per i bambini) . “Quello che è più preoccupante, spiega ancora Francis, è che “i giochi per le bambine non sembrano contenere nessuno degli stimoli logici – come il fatto di costruire, di incastrare, di riparare – che invece denotano quelli per i maschietti”.
Ecco la pagina con i risultati preliminari in inglese