Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

..la crisi è un’opportunità/2?

La crisi é forse la scusa giusta per mettere da parte o escludere politiche aziendali di flessibilità dei tempi? Se lo chiede – e invita a riflettere attentamente su costi e benefici – in questo articolo C. Williams avvocato di spicco americano che ha dedicato la sua vita all'analisi delle politiche di conciliazione dei tempi (è fondatrice dell'Istituto Center for WorkLife Law at University of California e autrice del libro Why Family and Work Conflict and What to Do About It , Oxford University Press, 2000). Con rigore si chiede prima di tutto: in tempi di crisi la flessibilità è davvero un costo da eliminare? E cita alcuni esempi – come Ernst & Young, ma anche Kpmg, Sigma Group  (pubblicità) – dove forme flessibili di lavoro sono state un'opportunità per evitare licenziamenti ed esplorare nuove forme organizzative del lavoro. Anche perché licenziare costa, mentre "alleggerire" è più semplice, più conveniente ed anche socialmente più corretto. E se è vero che in periodi di crisi sarebbe meglio, dal punto di vista del lavoratore, guadagnare più soldi e lavorare al massimo delle sue possibilità è anche vero che per molte donne il tempo pieno significherebbe un aut-aut tra lavoro e famiglia. 

Il pregiudizio o l'erronea convinzione, spiega l'articolo, che in periodi di crisi non ci sia spazio per politiche di lavoro flessibile sottintende che queste siano costose concessioni fatte per grazia dell'imprenditore.  Cosa che, dimostra l'autrice, è profondamente sbagliato. Una buona lettura