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L’Ehrc inglese e il progetto “working better”

Analizzando gli organismi che a livello nazionale monitorano ed eventualmente intervengono in materia di pari opportunità e discriminazioni di  genere sono “sbarcata” anche sul sito dell’ Equality and Human Rights Commission (l'Ehrc )  inglese. Che va subito alla radice del problema “andare incontro ai nuovi bisogni delle famiglie, dei lavoratori e degli imprenditori nel 21esmio secolo” e presenta un piano nazionale inaugurato l’estate scorsa chiamato “Working better”. La prima fase del programma è appena terminata, cioè quella della consultazione delle parti in causa (aziende, impiegati, famiglie), ed ha permesso di identificare le reciproche esigenze e riassumere gli snodi fondamentali per riuscire a conciliare le esigenze produttive e quelle personali, anche con l’aiuto di casi aziendali di successo. Tra le conclusioni si legge: “There is extensive evidence of the business benefits of flexible and alternative working arrangements, including innovative approaches to managing people, time and rewards in the recession” . E ancora – per la parte che più mi interessa, e che riguarda la conciliazione dei tempi attraverso il lavoro felssibile – “More and better training is needed for managers who are responsible for flexible workers”. Nelle conclusioni viene fatta una serie di proposte riguardanti la modifica della legislazione nazionale e il finanziamento di progetti operativi che ora il Parlamento dovrà esaminare.

Diverso dall’approccio giuridico e sanzionatorio della Halde francese, ma ugualmente efficace nel snocciolare dati concreti e casi aziendali, il sito inglese della Commissione per le pari opportunità è una “best practice” da visitare. Questo il documento "Working better" fase 1. Scarica UK working better plan