Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Patrizia Fabricatore (Astrazeneca)

Sono convinta che le persone diano il massimo, quando il clima aziendale è motivante ed energizzante. In questo contesto, si inseriscono le iniziative orientate ad aumentare la flessibilità organizzativa”. Orario flessibile, part-time, job sharring e telelavoro: Patrizia Fabricatore, Direttore risorse umane di Astrazeneca, ci spiega come si organizza un gruppo moderno e dinamico per valorizzare il proprio capitale umano.

D: Quali sono le politiche per valorizzare i talenti e permettere la flessibilità organizzativa in Astrazeneca? Quali, nella sue esperienza, sono maggiormente apprezzate ed efficaci per conciliare gli impegni?

R: AstraZeneca riconosce l'importanza di attrarre e trattenere nella propria organizzazione persone di talento; infatti l'unico asset non copiabile oggi è il capitale umano. Per questo motivo, puntiamo moltissimo sulla qualità delle persone, sviluppando e promuovendo programmi di formazione finalizzati ad accrescerne e valorizzarne le potenzialità. Inoltre, lavoriamo sulla crescita professionale concordata, pianificata e monitorata. Oltre alla cultura della performance basata sui risultati, dedichiamo molta attenzione anche al rispetto delle diversità e alla creazione di un ambiente di lavoro in cui le persone possano sentirsi  partecipi alle attività aziendali, in cui  possano sentirsi bene. Sono infatti convinta che le persone diano il massimo, quando il clima aziendale è motivante ed energizzante. In questo contesto, si inseriscono le iniziative avviate dall'azienda e orientate ad aumentare la flessibilità organizzativa: l'orario flessibile (in entrata/uscita) e nella pausa pranzo, la possibilità di usufruire di contratti part-time e/o job sharing, l'attenzione ad una gestione "fair" degli orari delle riunioni e, infine, la possibilità di richiedere il telelavoro. Si tratta di strumenti volti a migliorare il bilanciamento attività lavorativa-vita privata di tutto il personale e, in particolare, delle donne, che desiderano poter conciliare la crescita professionale e lo sviluppo della carriera con gli impegni familiari.

D: Ho visto che, una tra le poche in Italia, la vostra azienda ha il telelavoro e il job sharing: ha qualche numero?  (oltre ai dipendenti interessati, magari qualche ricerca su soddisfazione e produttività)?

R: Il telelavoro in AstraZeneca è nato come progetto pilota (con l'aiuto di un consulente esperto di telelavoro), per la popolazione di Sede prima e poi per lo stabilimento produttivo, al termine del quale l'apprezzamento riscontrato sia da parte dei telelavoratori, sia dei loro Manager, ha portato l'azienda a confermare questa modalità come reale modalità di lavoro alternativa, per aiutare i propri dipendenti a conciliare l'attività lavorativa con le loro esigenze di presenza in ambito familiare. Qualche timore di "isolamento" e qualche difficoltà tecnologica iniziali sono state ben controbilanciate da una elevata flessibilità nella gestione dei giorni telelavorabili (concordata tra Manager e telelavoratori), dall'autonomia degli individui nella gestione e organizzazione del lavoro, dal miglioramento qualitativo e quantitativo della prestazione lavorativa, da un'aumentata la motivazione/soddisfazione verso il lavoro e, aspetto non trascurabile, dalla possibilità di lavorare secondo le proprie disponibilità e bioritmi.  Il telelavoro è una realtà che riguarda oggi 24 persone (20 donne e 4 uomini), in ruoli diversi, provenienti da differenti funzioni aziendali. Per quanto riguarda il job sharing, devo dire che pur essendo una alternative offerta dall'azienda, non abbiamo avuto – fino a questo momento – richieste da parte dei nostri dipendenti.

D: C'è qualche altra azione positiva di genere che Lei considera importante, nella sua esperienza (anche a livello di formazione o sensibilizzazione)?

R: Essendo un'azienda farmaceutica, dedichiamo un impegno costante allo sviluppo di iniziative mirate alla diffusione di messaggi sull'importanza della prevenzione; per esempio, da moltissimi anni offriamo alle nostre dipendenti il pap test e la visita senologica annuale. Questo nostro impegno si concretizza anche in alcune iniziative rivolte all'esterno: ne è un esempio il progetto Punto d'incontro, programma sviluppato dai nostri colleghi dell'area Oncologica, rivolto alle pazienti con tumore alla mammella, creato per offrire un supporto psicologico, ma anche pratico (con materiale specifico, consigli, approfondimenti e testimonianze di altre donne colpite dallo stesso male), per gestire meglio le emozioni ed i cambiamenti che si susseguono durante il trattamento. Tutte queste iniziative, unitamente alle iniziative di flessibilità organizzativa, sono una conferma della "responsabilità sociale" di AstraZeneca verso i propri dipendenti e verso la società, oltre che una dimostrazione della coerenza dell'azienda ai propri valori, tra i quali vi è il rispetto delle diversità.