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Le best practice di genere nelle pmi

Cento mila euro e dodici mesi per documentare analizzare e promuovere le buone prassi in materia di pari opportunità.  E’infatti al via il progetto di Sfc (Sistemi Formativi Confindustria)  “BIC – Best in Class” approvato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale – Comitato Nazionale di Parità per valorizzare e sistematizzare – si legge nel sito della Scuola di Sistema di Confindustria -  quanto prodotto dai numerosi lavori di ricerca-azione che, muovendosi dall’analisi delle motivazioni economico-sociali che sottendono il gap di genere esistente nel mercato del lavoro italiano, hanno documentato le buone prassi in materia di pari opportunità, contribuendo all’effettiva implementazione di modelli positivi e sostenibili dal tessuto privato (piccole e medie imprese) e pubblico italiano, quali:
– la progressione delle carriere al femminile
– l’implementazione del diversity management
– l’effettiva conciliazione dei tempi lavoro/famiglia

L’intervento muove dalla consapevolezza che il problema maggiore non riguarda l’assenza di modelli positivi di genere quanto piuttosto la scarsa visibilità e diffusione degli stessi . Il progetto intende valorizzare la natura del partenariato nazionale e territoriale che partecipa all’iniziativa (SFC, Confindustria, Comune di Roma ed AIDDA – Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti D'Azienda) attraverso:

  • l'’individuazione, la raccolta e la sistematizzazione delle buone prassi già censite e comunque attive all’interno delle pmi in tema di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne, delle possibili opportunità di sviluppo e di carriera, nonché della valorizzazione della diversa modalità di organizzare e gestire il lavoro al femminile,
  • la sensibilizzazione del sistema istituzionale ed imprenditoriale, attraverso un evento seminariale ed un opportuno piano di comunicazione che affiancherà le attività di indagine, con l’obiettivo di attirare l’attenzione sui risultati della stessa e tesaurizzare questi ultimi, non soltanto presso le strutture organizzative del partenariato, ma anche e soprattutto presso il Sistema territoriale e categoriale di rappresentanza degli industriali ed in tutti i contesti Istituzionali, sia locali che nazionali.