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Strasburgo boccia la paternità

Il parlamento europeo ha rinviato alla commissione parlamentare Diritti della donna e uguaglianza di genere la proposta di direttiva sul congedo maternità, chiedendone un ulteriore analisi e bocciando di fatto le novità in materia. I punti più controversi sono stati la durata del congedo stesso e l’ipotesi di istituire il congedo di paternità o co-maternità obbligatorio, temi che hanno diviso l’aula (347 voti favorevoli ad un rinvio, 256 contrari e 10 astensioni). La relazione accoglieva con favore la proposta della Commissione volta a migliorare la protezione offerta a lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento, permettendo loro di conciliare meglio la vita familiare con quella professionale e di essere maggiormente in grado di restare sul mercato del lavoro o di rientrarvi. Ma proponeva diversi emendamenti volti a rafforzare i diritti delle donne prima e dopo il parto.

Chiedeva ad esempio di prolungare fino a 20 settimane il periodo di congedo maternità (contro le 18 proposte), di cui 6 da prendere obbligatoriamente dopo il parto e remunerate con il 100% dell'ultimo stipendio. Proponeva inoltre di rafforzare i diritti delle donne prima e dopo il parto e di introdurre un congedo paternità – o co-maternità – di due settimane obbligatorie, regolarmente retribuite. Proposte non condivise in seno all'Assemblea, tant'è che erano stati presentati molti altri emendamenti, soprattutto da parte del Ppe (De) che ha quindi chiesto, e ottenuto, di procedere a un ulteriore esame della questione a livello di commissione parlamentare.