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Engaging men in gender initiatives

Se la riconosci, contribuisci a svilupparla. In questa ricerca l’associazione americana Catalyst (vedi opresentazione della ong e documenti nel post di marzo )  illustra come i manager siano un alleato prezioso per costruire politiche di genere all’interno di un’azienda a patto che siano – per prima cosa – sensibilizzati e informati sul tema. Quelli, nel campione intervistato, che ben conoscono i problemi di divario occupazionale, divario salariale e di carriera sono gli stessi che si dicono pronti a correre ai ripari e quelli che riconoscono il tema come prioritario all’interno del proprio gruppo. Non allineamento a stereotipi di genere maschilista, presenza di un mentore donna (professionale, ma anche tra le mura domestiche) e  rispetto del fair play come valore personale sono i tre punti cruciali che fanno, secondo la ricerca, di un uomo un possibile alleato contro le discriminazioni di genere. Da leggere il caso del gruppo Volvo, che dal lontano ’98 ha un programma chiamato Walk the tall, 15 giorni di formazione che però possono avere effetti positivi anche sul lungo termine. I manager di ogni divisione vengono riuniti in un team dove seguono corsi di leadership e si confrontano con colleghe femmine, “a tu per tu”, fuori dai reciproci ruoli in azienda per capirsi meglio. E da lì per lavorare meglio insieme.

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