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Oggi tutte al Sole!

Mamma a mamma
Se state leggendo questo post e siete a Milano, inforcate gli occhiali da sole, afferrate la borsetta e raggiungeteci alla sede del Sole 24 Ore (Via Monte Rosa, 91). Qui tutti i dettagli della giornata dove le protagoniste siamo noi, acrobate post moderne che non contente di fare le mogli, le mamme e le professioniste siamo anche blogger. Vi aspettiamo!

Quando la sera tutto tace, la tribù è stata sfamata i bambini dormono e il marito è inoffensivo davanti alla televisione, è allora che le mamme si trasformano. Per un'oretta non sono più solo professioniste, casalinghe, moglie e madri ma anche blogger. Basta controllare quando si scrivono e si leggono i post: l'"orario di punta" è dalla mezzanotte alle quattro del mattino. Un'ora magica tutta per loro, come spiega la mamma mezza strega di "mamma e poi" "sbalestrata giornalista che ha sul gobbo due piccole canaglie": la sera «Se sono troppo stanca per uscire o fare incantesimi, mi siedo davanti al computer e incomincio a scrivere» . Non più davanti ad una tazzina del caffé, né in un negozio di moda, ma è in questo spazio molto più duttile e personale che le mamme si incontrano, si confrontano, si sfogano.  "Mi sono messa al computer – spiega Valentina di Walevanda – un anno e mezzo fa, appena partoriti due gemelli,  per tenere aperta una finestra sul mondo  esterno, confrontarsi ed esorcizzare problemi e paure. Per me oggi è una sorta di diario personale, grazie al quale però ho costruito anche dei bei rapporti di amicizia". Non più quindi semplici lettrici di siti a loro dedicati – sulla gravidanza, sulla maternità, sui prodotti per la prima infanzia – dove non si riconoscono più del tutto, ma esseri eterei e pensanti che in questo diario virtuale ogni sera tracciano il bollettino di tutte le difficoltà quotidiane che devono affrontare, e risolvere, come in "veremamme".  In molti casi infatti si incomincia a scrivere su un blog per mantenere un contatto reale con il mondo dopo la nascita di un figlio, perché la mamma si sente "tagliata fuori" dal mondo professionale o relegata in uno stereotipo – quello della mater serena – che le sta stretto. E' il caso di «mamme in corriera», nato nel 2006: "Ho parto il blog tre anni fa circa – spiega Giuliana -  non avevo intenzione di parlare di maternità, visto che ero già "fuori dal tunnel" dei primi tre anni di vita di mio figlio, ma sicuramente il tema non poteva non essere presente, dal momento che la maternità mi è costata molto, in termini professionali. Ero arrabbiatissima, e lo sono ancora. Il blog mi ha aiutato a sentirmi di nuovo una persona, fuori dal ruolo di mamma e basta, che mi stava stretto, e questo tema è rimasto".  Anche in «Manager di me stessa» l'autrice spiega l'evoluzione da professionista a mamma e offre una chiave di lettura positiva: «una volta facevo la manager. Oggi faccio la mamma di due bambini e gestisco quella che io definisco la mia impresa familiare. Non sto più dietro a una scrivania, ma mi sento più viva ed interessante di prima. Ogni mattina mi sveglio, metto i piedi giù dal letto e so che tutto è nelle mie mani». Un diario che più è personale e più piace, perché permette un forte scambio relazionale su basi gratuite e disinteressate: "All'inizio – spiega Patrizia Violi di Extramamma – della mia attività di blogger un po' per timidezza e anche per deformazione professionale non raccontavo fatti ed esperienze private ma tendevo a commentare notizie di attualità con un piccolo contorno personale. Piacevo, ma non tantissimo. Da quando 8-9 mesi fa, ho smesso di sentirmi inibita e ho indugiato molto di più su eventi privati ho cominciato ad avere un grande seguito. Insomma la sindrome del Grande Fratello: i blog piacciono soprattutto perché si può spiare nella vita degli altri". Forse per consolarsi, per avere conferma che non si è sole in questa battaglia quotidiana e per imparare anche a riderci sopra. Con l'arma dell'ironia come Chiara Nocentini disegnatrice o come Claudia De Lillo, giornalista che «nonsolomamma» nel 2006 è stata una pioniera e tutt'ora una delle "più cliccate" (secondo più popolare quanto a Technorati rank, dopo black cat)  Ci sono anche blog a quattro mani, come «patatoni» dove due mamme, una italiana (Elisa) e una olandese (Saskia) hanno deciso di raccontare e condividere la loro avventura di mamme in presa diretta. O in gruppo, come «mammarsupio» un gruppo di mamme che affronta a 360° – e promuove – l'uso del marsupio. Dopo qualche anno, ora siamo forse ad una seconda fase di questo strumento -  che ha la doppia forza di essere gratuito e di creare un vero network di scambio – cioè di aggregatori di blog di mamme, come in network mommyblogging italiano ideato dalla vulcanica «panzeallaria» o «mamma che blog» dove in soli tre mesi (è partito a marzo) ci sono già 114 blog registrati. Ma ci sono anche i gruppi di mamme sui social network, come "mamme al lavoro" e "veremamme" su linkedin.

Riproduzione riservata (articolo pubblicato su Nova24 del 21 maggio, in versione “ridotta”).