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Economia domestica

Ma mi conviene? Piccolo bilancio dell’azienda famiglia sta mattina davanti ad un caffè. Quattro mamme, tutte professioniste, applicano la teoria dei costi /benefici alla propria situazione lavorativa e personale. I risultati non sono confortanti. In sostanza,  l’impegno in ufficio serve a coprire i costi della tata e poco altro e l’unico beneficio è quello di “tenere allenate le cellule cerebrali”. Così lo riassume la quinta, la mamma che invece è a casa e che vorrebbe trovare un impiego qualificato, ma flessibile. Peccato che “le equilibriste” – quelle che corrono tra casa e ufficio -  non concordino tutte neanche sui benefici. E allora chi me lo fa fare? Domanda pericolosa che sorge in un numero crescente di mamme stufe. Stufe di non essere valorizzate sul lavoro, stufe che l’organizzazione scolastica non venga incontro alle loro esigenze, stufe di sentirsi dire che “la popolazione sta invecchiando” da una parte ed essere – giustamente – definite dallo stesso Ministro per le Pari opportunità (!) eroine per  il fatto di avere il pancione….Meno male che arriva l’estate. 

  • silvia mobili |

    Ciao collega!… io avevo chiesto un part-time… negato…Mi sarebbe piaciuto essere meno equilibrista..ma sono costretta a farlo… se anche l’azienda venisse incontro a noi mamme…

  • Daniela |

    Ho un figlio di tre anni, lavoro, abito in un piccolo paese di provincia dove c’è solo l’asilo parrocchiale che ha il FENOMENALE orario dalle 7.30 alle 16.00 e da settembre a giugno, poi resta chiuso.
    Io finisco di lavorare alle 7 di sera, mio figlio per fortuna continua ad esistere anche a luglio ed agosto, pago una retta di 100 euro al mese, poi pago 250 euro per baby sitting.
    Sono arrabbiatissima perchè quando ne parlo con le insegnanti dell’asilo, madri anche loro, diventano sorde al prolungamento dell’orario e delle attività anche nel mese di luglio ed in più mi sembra di essere la sola madre che fa queste richieste.

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