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Maternità e discontinuità occupazionale

L'occupazione femminile soffre di una perdurante “debolezza strutturale”. Ci sono stati progressi ma di carattere quantitativo e non qualitativo: esistono ancora discriminazioni di genere, pratiche non avvengono prevalentemente nell'accesso al lavoro ma rispetto all'allocazione”. E’ questo il quadro tracciato da Valentina Cardinali, dell'area Ricerca sui sistemi del lavoro dell'Isfol durante la giornata di studi Donne e lavoro a sessant'anni dalla costituzione repubblicana svoltasi settimana scorsa a Palazzo Montecitorio. La ricercatrice – qui di seguito troverete la sua interessante presentazione – ha illustrato come c’è una perdita netta del 12% della forza lavoro femminile legata alla maternità e come l’Italia stia perdendo un’opportunità economica e anche un obiettivo politico europeo, quello di Lisbona (occupazione femminile al 60% entro il 2010) e di  Barcellona (accesso al nido al 33% dei bimbi tra 0 e 3 anni).

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