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Ad essere bocciata è la scuola italiana

Tanti soldi, ma spesi male. E’ questo in sintesi il giudizio dell’Ocse (l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sulla scuola italiana. La ricerca  riconosce al governo Berlusconi di aver messo in cantiere una riforma della scuola volta a «razionalizzare le spese e migliorare il sistema di valutazione e di reclutamento degli insegnanti». Viene sottolineata però la mancanza di un quadro di riferimento organico, che sarebbe invece necessario per rendere la spesa nell’educazione più efficiente.

Ocse italy school
In Italia per esempio  – dove c’è la più alta percentuale (52%) d'insegnanti che superano i 50 anni, mentre solo il 3% ha invece un'età inferiore ai 30 anni – la quasi totalità (95% ) degli insegnanti si dice soddisfatto del proprio lavoro e giudica positivamente (il 98%) il proprio livello di efficienza nell'attività svolta. Ma non esistono – sottolinea la ricerca – parametri omogenei e oggettivi per valutare a livello nazionale il loro operato. Così come «l'assenza di chiare informazioni sulla valutazione degli studenti e dell'intero sistema, dai docenti all'amministrazione centrale, è stata la causa principale delle cattive performance». Come se ne esce? Il suggerimento dell’Ocse è chiaro: responsabilizzare.  Il preside e i dirigenti scolastici, ma che gli insegnanti. Una riforma urgente perché «elevare la performance del sistema educativo è una delle maggiori sfide» per l'Italia.