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Pari opportunita: primi passi verso l’Europa

Dopo tre anni di attesa, come ricorda anche il Corriere di oggi (a pagina 19) l'Italia è pronta ad adottare misure concrete per recepire la direttiva 2006/54 che all'interno dell'Unione europea ha lo scopo di rafforzare l'applicazione delle pari opportunita' nell'ambito del mercato del lavoro. Dopo la "tirata d'orecchie" – tecnicamente un richiamo formale – da Bruxelles, è pronto un decreto legislativo che riguarda tanto l'accesso al lavoro che le condizioni d'impiego, comprese le discriminazioni derivanti direttamente o indirettamente dalla maternita', con un significativo incremento delle pene pecuniarie (da 206 euro ad un massimo di 50mila euro) e l'eventuale arresto. Un primo passo – che il Ministero aveva anticipato anche a questo blog – ma la strada sara' lunga. Infatti il testo dovra' passare al vaglio della Conferenza Stato regioni, poi alle Camere e infine al Consiglio dei Ministri. Ma la rinnovata attenzione al tema – ancor piu' che la minaccia pecuniaria -  e' d'importanza strategica perche' finalmente si parla delle criticita' che le donne devono affrontare nel mercato del lavoro in maniera chiara, se ne riconosce l'esistenza e forse questo aiutera' anche a diminuirne la portata. Credo personalmente che questo sia un primo passo perche' un giorno la maternita' non sia piu' vista come una "malattia" da parte del datore di lavoro e non comprometta piu' il percorso professionale di chi ha deciso di essere una brava mamma e una brava professionista.