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Labour Force Survey – annual results 2008

Eurostat labour foce servey 2008
E’ stato appena pubblicato da Eurostat una sintesi dell’annuale rapporto sulla forza lavoro all’interno dell’Unione europea. Vale la pena, oltre a fornirvelo in allegato, fare qualche considerazione. Nonostante le donne siano orami un’amplia metà della forza lavoro (il 51,6%, in tutto più di 213 milioni) quelle inattive cioè senza un’occupazione sono di pui’ in termini assoluti (ben 106,1 milioni) rispetto a quelle impiegate (99,3 milioni), mentre quelle che hanno lavorato e sono ora ufficialmente disoccupate sono il 48,2% del totale, ovvero 8 milioni. Perché metà delle donne in età idonea non riescono, o non vogliono, realizzarsi professionalmente? Scarica Eurostat Labour Force Survey-Annual results 2008

La gran parte delle “inattive” lo è per propria scelta (60,1 milioni di donne pari al 60,7% di quei 112,3 milioni di inattivi per scelta), ma un’altra parte lo è perché non trova tempi e modalità lavorative consone alle proprie esigenze (8,9 milioni di donne, pari al 63% di quei 14,2 milioni di inattivi che lavorerebbero ma non lo cercano attivamente).  Tra le occupate, solo una minoranza sono imprenditrici e libere professioniste (12,4 milioni) mentre la maggioranza sono dipendenti (86,8 milioni). Tra queste ultime, 26,9 milioni hanno un part-time (pari all’80% circa del totale dei dipendenti con un lavoro a tempo ridotto) , cioè meno di una su due tra quelle che stanno in ufficio in Europa ha o riesce a negoziare orari di lavoro flessibili. C’è anche da dire che il part-time solo in parte è un escamotage per evitare l’assunzione perché la grande maggioranza (79%) dei part-time è un lavoro a tempo indeterminato. Che le donne entrino a fatica nel mercato del lavoro, e che anche quando lavorano spesso il tempo pieno stia stretto lo confermano anche i dati sulle dipendenti a tempo pieno: le donne sono solo il 39,6% dei lavoratori impiegati a tempo pieno, pari a 59,8 milioni. Analizzando i dati a livello nazionale, in Italia il tasso di occupazione è ancora molto lontano dal target di Lisbona (70%) ed è fermo al 58,7% e molto diverso per uomini (70,3%) e donne (47,2%).