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Solo un’italiana nella classifica delle più potenti

C’è una sola donna italiana alla quale il periodico statunitense Forbes riconosce un potere su scala internazionale. E’, come l’anno scorso, Marina Berlusconi – piazzatasi 33esima nella top100 -  mentre l’altra italiana di «peso» Giuliana Benetton è uscita nel 2008. Presentando la classifica delle donne più influenti del pianeta Mary Ellen Egan e Chana R. Schoenberger hanno sottolineato come nel mondo il ruolo delle donne stiano aumentando sensibilmente, soprattutto in campo economico – sono 27 le “cape” al vertice di multinazionali, mentre solo 10 hanno un ruolo politico rilevante o una carica istituzionale – e soprattutto negli Stati Uniti. Nel lungo, e tuttora aperto, dibattito,  a proposito degli effetti della crisi sull’occupazione femminile questo dato suggerisce che nella difficoltà c’è anche un’opportunità: le donne americane passano dalle 55 presenze dell’anno scorso alle attuali 63. Chissà come si sente sola Marina, unica potente “made in Italy”. In realtà non si tratta di caso isolato: anche il cancelliere Angela Merkel in Germania  (prima in classifica) e Ana Patricia Botin (presidente di Banesto, 45esima) in Spagna sono un “unicum al femminile” nei rispettivi Paesi. Decisamente meglio la Francia, dove c’è un “triumvirato” di donne potenti, guidato da Anne Lauvergeon, capo esecutivo di Areva (al 9°posto). Poche le donne che nel Vecchio Continente riescono ad emergere: oltre alla leader tedesca, ci sono due francesi – la Lauvergeon e la sua connazionale  Christine Lagarde, Ministro francese per l’Economia – e due inglesi, Cynthia Carroll (a capo di Anglo American, al 4° posto) e  Marjorie Scardino (a capo della Pearson Plc, che occupa la 19esima posizione) .

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