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Scuola: pochi investimenti, scarsi rendimenti

Il nostro Paese spende un quinto di meno rispetto al resto d’Europa per bambini più piccoli (da 0 a 5 anni) e proprio questa fascia d’età – dove la presenza di strutture pubbliche è determinante per permettere alle madri di tornare a lavorare - riceve la metà degli investimenti dedicati invece ai bambini nelle fasce di età più alte. Ma c’è un altro dato che l’Ocse – nel rapporto pubblicato oggi “Doing Better for Children” (questo il sito dove trovare l’intero rapporto e le tavole statistiche) – sottolinea: i risultati scolastici dei bambini italiani sono, anche rispetto agli investimenti fatti, molto bassi. Il nostro Paese ha il 4 ° peggiore rendimento scolastico medio, e il secondo più grande divario tra gli studenti con buoni e bassi risultati, dopo il Messico. Anche il numero di giovani italiani che non sono né occupati, né in programmi di formazione, né a scuola riflette i bassi rendimenti scolastici dell’Italia che si ritrova, ancora una volta, ad occupare il peggiore terzo posto tra i paesi dell’OCSE, dopo Messico e Turchia. Le statistiche suggeriscono anche che i bambini italiani non si « divertono » a scuola: solo il 13% dei bambini italiani trovano la scuola divertente, la seconda cifra più bassa tra i paesi dell’OCSE, che rappresenta meno della metà della media Ocse (27%). Questa è una sintesi per l'Italia: Scarica Ocse doing better for children Italy