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Ready for board women

200 nomi di donne che hanno l’esperienza necessaria e le qualifiche adatte per entrare nei Consigli di amministrazione di aziende pubbliche o private. Duecento candidate per provare con i fatti che l’esigua presenza femminile nella stanza dei bottoni  – l’Italia è al 28esimo posto su 33 Paesi valutati per numero di donne nei CdA delle aziende quotate: si tratta del 4% contro una media UE dell’11% (fonte Cerved, 2009) – non dipende dalla mancanza di preparazione qualifiche o disponibilità. “Le donne adatte ci sono, basta solo farle conoscere”, sostiene Rosanna D’Antona, honorary member di PWA.

Il progetto ideato dall’Associazione PWA Milano (Professional Women’s Association) ha come obiettivo quello di sensibilizzare le istituzioni, le imprese e l’opinione pubblica sul tema della presenza delle donne nei luoghi decisionali, di proporre criteri di selezione trasparenti ed equi e di ottenere che più donne eccellenti siano presenti nei CdA. Un’idea che ha ottenuto il patrocinio del Ministro per le Pari Opportunità.

Se chi legge questo blog si sente chiamata in causa, si faccia sotto! E’ infatti stata avviata una fase di sollecitazione delle auto-candidature, che possono proporsi attraverso l’invio del proprio CV all'indirizzo e-mail appositamente creato: womenboard@pwa-milan.org, mentre la descrizione dei criteri e maggiori informazioni sono disponibili sul sito di Pwa


“La nostra associazione si occupa da anni di rilevare a livello internazionale la presenza delle donne nei board e l’Italia, nell’ultima ricerca del 2008, si posizionava 16esima nel panorama di 17 Paesi europei rilevati. Da qui la necessità di intervenire”, sostiene Monica Pesce, Presidente di PWA Italia. “Il tutto è nato quando, rispetto a questa posizione, la tesi comune era quella di sostenere che non ci sono donne disponibili in Italia. E’ qui che abbiamo capito che si trattava di un problema di comunicazione: le donne adatte ci sono, basta solo farle conoscere”, spiega Rosanna D’Antona, honorary member di PWA.