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Pari opportunità: l’Italia scivola al 72° posto

GENDER GAP 2009 WEF TABELLA
Sempre meno opportunità nel mondo del lavoro per le donne, in Italia. Il nostro Paese è scivolato al 72esimo posto (dal 67esimo del 2008) nella classifica mondiale (in tutto sono 134 le nazioni monitorate) sul “gender gap” del World Economic Forum.  L'Italia é superata anche da Vietnam, Romania e Paraguay, precede appena la Tanzania, é terzultima in Europa. A pesare é "la persistenza di indici negativi sulla partecipazione delle donne alla vita economica", in primis la disparità di salari e redditi rispetto agli uomini. "I Paesi che non capitalizzano sulla metà delle loro risorse umane minano la loro competitività", ammonisce il rapporto. La classifica stilata dal Wef ( l'istituzione che organizza il forum di Davos, ndr) misura l’ampiezza del divario di genere tra uomini e donne in quattro aree: partecipazione alla vita economica e opportunità di crescita professionale; livello di scolarizzazione; partecipazione politica e aspettativa di vita e condizioni di salute. I primi posti sono “monopolizzati” dai Paesi scandinavi, con una novità: quest’anno la medaglia d’oro delle pari opportunità l’ha conquistata l'Islanda (quarta nel 2008), davanti a Finlandia, Norvegia e Svezia. A livello europeo, la Germania é 12esima  (-1 posizione), il Regno Unito 15esimo (-2), la Spagna 17esima (stabile) e la Francia 18esima (-3). Agli ultimi posti nel Vecchio Continente Repubblica Ceca (74esima) e Grecia (86esima). Il rapporto assegna poi il 31esimo posto gli Usa, in discesa di 3 posizioni e il 75esimo al Giappone.

Questo il rapporto completo: Scarica Gender gap report 2009 wef e il country focus italiano: Scarica Gender gap report 2009 wef Italy

A spingere nella retroguardia il nostro Paese é soprattutto il sub-indice su "partecipazione e opportunità nell'economia" (96esimo posto) a causa delle disuguaglianze rispetto agli uomini nei salari (116esimo posto), nel reddito da lavoro (91esimo) e nella partecipazione alla forza lavoro (88esimo). Ovvero, solo il 52% delle donne fanno parte della popolazione attiva contro il 75% degli uomini e il reddito medio delle donne é la metà rispetto agli uomini, 19.168 dollari l'anno contro 38.878. Vanno molto meglio le aree di "potere politico" (45esimo, grazie alle donne che siedono in Parlamento e al Governo) e  "scuola e istruzione" (46esimo posto), meno bene di quanto ci si potrebbe aspettare il settore "salute e attesa di vita" (88esimo posto). Tra gli altri dati evidenziati dal rapporto la differenza nella disoccupazione tra donne (7,87%) e uomini (4,88%), come pure l'età media di matrimonio (28 anni). Rispetto al 2006, anno del primo rapporto sul “gender gap”, il voto all'Italia é solo marginalmente migliorato: laddove 1 rappresenta la parità, la Penisola é passata dallo 0,646% allo 0,68%, mentre l'Islanda e i principali Paesi nordici veleggiano sullo 0,82%. All'estremo opposto Pakistan, Chad e, ultimo di tutti, lo Yemen (0,46%). "Per avere società economicamente competitive e prospere é necessario coinvolgere le donne su un livello pari degli uomini in tutti gli aspetti della vita", sottolinea il rapporto e "l'integrazione di donne e ragazze é tanto più imperativa se si vuole una ripresa rapida e sostenibile della crisi finanziaria".