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Diritto alla conciliazione sancito dalla Costituzione

Tra tanti numeri e ricerche, anche qualche considerazione di carattere "ontologico" sulla conciliazione. Ce le fornisce il Professor Francesco Tomasone, Ordinario di diritto del lavoro e della previdenza sociale e Membro del Comitato tecnico- scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia, nella relazione presentata al  seminario tecnico  organizzato dal Dipartimento per le politiche della famiglia. In sintesi – ma vale la pena leggere la relazione che troverete qui allegato – il Professore spiega come il diritto delle madre lavoratrici a poter conciliare impegno professionale e vita familiare – e quindi il dovere delle Istituzioni a garantirlo e favorirlo – è scritto nella Costituzione, agli articoli articoli 3, II comma, 31 e 37. In particolare quest'ultimo fornisce vere e proprie indicazioni operative stabilendo il principio secondo cui la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e a parità di lavoro la stessa retribuzione che spstta ad un lavoratore. Questo articolo è stato recentemente richiamato anche dal Ministro per il welfare in risposta ad un recente interpello (n° 68 del 31 luglio 2009) proprio in tema di flessibilità sul lavoro. Dove Sacconi chiarisce che "Il datore di lavoro (…) non è esonerato dal dovere leale di collaborazione sotto i profili della buona fede, correttezza e ragionevolezza nello svolgimento del rapporto di lavoro. Per tanto è tenuto a valutare con la massima attenzione ogni soluzione utile ad agevolare l'assolvimento della funzione genitoriale del dipendente, in particolare attraverso una diversa organizzazione del del lavoro o una flessibilizzazione degli orari.

Scarica Relazione Prof. Tommasone



Il contributo tedesco e olandese del dibattito al Seminario tenutosi venerdì 9 ottobre “Per una migliore conciliazione tra vita lavorativa e familiare: misure nazionali ed iniziative sperimentali sul territorio”,ve li avevo già anticipati in precedenti post. Molto interessante il modella tedesco Alleanza per la famiglia e quello olandese che vorrebbe meno part-time e più lavoro flessibile