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Cosa chiedono le dirette interessate (donne lavoratrici)

Flessibilità sul lavoro e supporto alle aziende family friendly. Sono queste le due priorità indicate dalle mamme che prima dell’estate hanno partecipato al MumCamp (23 maggio) e votato a questo indirizzo (tutt’ora attivo) cosa bisognerebbe fare per migliorare il rapporto tra mamme e ufficio. I risultati sono stati consegnati direttamente ad uno dei più alti funzionari del governo sul tema delle Pari Opportunità: Alessandra Servidori, Consigliera Nazionale di Parità e Consigliera del Ministro del Lavoro Sacconi che era presente quella giornata.

Alla domanda “Quale tipo di aiuto concreto ritieni che il Governo potrebbe dare alle mamme?” (domande a scelta multipla) il 67% (114 voti) ha risposto “Predisporre interventi a sostegno di forme organizzative per la flessibilità (part time, telelavoro, flessibilità orari, job sharing, congedi) che non penalizzino la qualità del lavoro delle mamme”. Ma una metà delle partecipanti (46%, 78 voti) considera necessario creare un meccanismo premiante per le best practice in tema di conciliazione e varare incentivi per aziende che supportano le lavoratrici mamme (strumenti di politica fiscale per aziende che assumono mamme, premi per quelle che attuano politiche di conciliazione lavoro-famiglia). Gli asili nido, che secondo l’attuale Governo sono una priorità – e al momento l’unica proposta concreta in tema di pari opportunità e di conciliazione dei tempi.- non sono né la prima né l’unica priorità per le mamme dunque (solo 25% 42 voti ha indicato infatti come priorità “Aumentare i fondi a disposizione per la creazione di asili nido”)
Dati molto interessanti, perché sono la voce delle dirette interessate, sulla quale si dovrebbe riflettere un po’ di più. Se vi interessa dire la vostra e ragionare sul tema, oltre a votare potete iscrivervi al gruppo “mamme al lavoro” della mia amica – e stimata professionista – Cecilia Spanu su linkedin