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Efficiency in public tertiary education

In questo interessante articolo pubblicato dalla Commissione europea sono analizzati i diversi sistemi di educazione secondaria in Europa (con l’aggiunta di Stati Uniti e Giappone), con metodo semi-parametrico. Oltre ad identificare un gruppo di Paesi virtuosi, vengono anche chiariti i punti-chiave che rendono l’educazione – in una delle fasi più delicate di crescita dei nostri figli – efficace ed efficiente. Scarica Efficiency and effectiveness of public spending on tertiary education


In base ai dati più recenti, ripresi in questo studio, gli investimenti totali per questo comparto sono in medi l’1,2% del pil (si va dall’1,7% manco a dirlo di Danimarca, Finlandia e Svezia allo 0,5% del Giappone, con l’Italia quartultima a 0,8%). Ma anche quando si combina questo dato – che di per sé non è determinante, spiegano gli autori, per l’efficienza dell’educazione secondaria – con la produttività dell’istituto, la sua capacità di trovare fondi per organizzare seminari e incontri di studio,  il tasso di “appetibilità” degli allievi per il mercato del lavoro, anche qui l’Italia “resta dietro”.  Una buona base nell’educazione primaria; finanziamenti della secondaria sulla base di risultati (in termini di performance scolastica) comprovati; quindi regolari verifiche fatte da istituzioni esterne; e infine relativa autonomia dei singoli istituti scolastici. Lo studio rileva anche che gli investimenti pubblici hanno un impatto sul “successo” scolastico tanto più quanto più l’attenzione è focalizzata anche sull’efficienza del loro utilizzo.