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Figli e lavoro: binomio possibile?

Valentina Camonese si interroga in questo articolo pubblicato sul Neodomos, sulla relazione tra tasso di fecondità e tasso di occupazione femminile. E constata, dati alla mano, che “diversamente da quanto appare a livello europeo, nelle regioni italiane non si configura una relazione di tipo lineare tra occupazione femminile e fecondità”. Da un lato cioè le regioni meridionali mostrano una persistenza della relazione negativa tra occupazione femminile e fecondità mentre mentre nelle regioni centro-settentrionali tale relazione è positiva e quindi in linea con l’andamento a livello europeo. Prendendo i casi che sono best practice  Bolzano e Trento si distinguono per politiche di sostegno alle famiglie con figli, di incoraggiamento nella diffusione del lavoro a tempo parziale, di forme di conciliazione della vita privata e lavorativa e alla vasta fornitura di servizi alla prima infanzia. Qui i tassi di fecondità sono rispettivamente di 1,61 e 1,51 figli per donna e le percentuali di occupate prossime al 60%. Da leggere