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Farsi ascoltare, non solo ammirare

Metti otto donne che si incontrano su skype, nella pausa pranzo, per affrontare in maniera trasversale e informale il problema dell’occupazione femminile in Italia. Con l’obiettivo di stilare – numeri e dati alla mano – un memento destinato ai politici (di entrambi gli schieramenti) , chiedendogli di rispettare gli impegni presi in questo ambito. Primo tra tutti un rifinanziamento e rilancio della la L53/2000 e l’applicazione delle proposte contenute nel Protocollo su Previdenza, Lavoro e competitività per l'equità e la crescita sostenibile” (tra le quali  defiscalizzazione del part-time e di promozione del lavoro flessibile). Parole d’ordine: lavoro di squadra, obiettivi concreti


Metti alla stessa ora un incontro in una bella casa, dietro le colonne di San Lorenzo a Milano, una quindicina di donne – chi manager, chi ricercatrice, chi giornalista, chi con il 7° pancione ben in vista – tutte decise, motivate. A fare un passo concreto per far capire che “l’altra metà del cielo” è stufa di essere “altra” ma vuole partecipare in maniera attiva alla vita sociale ed economica del Paese. Agendo su tre filoni: conciliazione lavoro-famiglia, media e stereotipi, per dare la voce alle dirette interessate. E misurare cosa gli altri – politici in primis – dicono di voler fare, di avere in mente per noi. Parole d’ordine: associazione trasversale, obiettivi concreti, anche quelle del neonato comitato Pari e Dispare.

Che finalmente ci si cominci ad organizzare? Che finalmente si riesca a fare quella massa critica che serve per farsi ascoltare, e non solo ammirare? Sono solo piccoli segnali ma – come spiegava oggi Emma Bonino, che è intervenuta al secondo incontro – con il “benaltrismo” cioè la scusa che resta comunque ben altro da fare non si comincia mai!

Buon lavoro a tutte!
Del primo gruppo, di cui sono parte attiva, il riferimento è Cecilia Spanu che coordina un gruppo “mamme al lavoro” su linkedin. Del secondo ho una mail:
cristina.tagliabue@gmail.com e spero che presto potremmo collaborare insieme perché l’obiettivo è comune.