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La conciliazionecome opportunità

Venerdì scorso sono stata ad un incontro molto interessante, ospitato nella sede di Confindustria Mantova che già da titolo prometteva di essere interessante: "Conciliazione lavoro-famiglia come opportunità di competitività ed innovazione per le imprese". E in effetti vedere riuniti  e dialogare in maniera aperta, costruttiva sul tema  l'associazione degli industriali e l'assessore provinciale Pari Opportunità è un caso direi unico nel suo genere. Tanto più se si pensa che è stato firmato – a livello territoriale, con le parti sociali e le istituzioni – un vero e proprio accordo quadro per "fare sistema" e creare sinergie virtuose in questo ambito. E' quasi piu' difficile spiegarlo che vederlo in presa diretta, in questa piccola cittadina che venerdì non aveva proprio nulla di provinciale, anzi. Qui è stato fatto un passo avanti innovativo per unire le competenze, le risorse con l'obiettivo comune di promuovere l'occupazione femminile e la conciliazione famiglia-lavoro. E se uso toni così ammirati non è solo per il riconoscimento del grande lavoro di tre donne – Maria Cristina Bertellini, presidente comitato piccola industria di Mantova, Cesarina Baracca, assessore Pari Opportunità della Provincia, e la mia amica Arianna Visentini dell'associazione Variazioni e dei loro team – ma anche per la piacevole sorpresa di vedere aziende che presentavano fiere le loro scelte aziendali per la conciliazione, da At&T a Tetrapack, passando anche dalle più piccole Atelier Aimee' e Lubiam ma anche Novellini e Cittadini. Alle miei ripetute domande sui costi della flessibilità – e sul loro bilancio tra investimenti e benefici – direi tutti hanno sottolineato che era giusto e necessario farlo per non perdere un talento, per evitare turnover e hanno detto che il vero sforzo non è stato finanziario ma caso mai di tipo organizzativo. Con molti benefici, forse non quantificabili, ma per questo certo non meno veri.