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Un’occasione sprecata

Un’occasione mancata. Lo vedo così io, da “esterna” – non una tecnica di politiche sociali ma una mamma lavoratrice – il recepimento della direttiva 54/2006 riguardante l’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego. Il Governo non ha deciso di stanziare fondi aggiuntivi per la sua implementazione in Italia perché – spiegazione ufficiale del Dipartimento della Famiglia – “non comporta oneri”. Invece lo spirito della Direttiva è proprio quello di aumentare l’impegno e l’attenzione delle istituzioni verso la parità lavorativa, con misure concrete (e quindi, certo, anche costose). Qualche esempio?

L’art. 15 della direttiva europea (il testo originario, poi recepito e quindi "tradotto" dai singoli Paesi) recita: “Alla fine del periodo di congedo per maternità, la donna ha diritto di riprendere il proprio lavoro o un posto equivalente secondo termini e condizioni che non le siano meno favorevoli, e a beneficiare di eventuali miglioramenti delle condizioni di lavoro che le sarebbero spettati durante la sua assenza”.  O ancora l’art. 21 § 2 “Gli Stati membri incoraggiano le parti sociali, lasciando impregiudicata la loro autonomia, a promuovere la parità tra gli uomini e le donne, a introdurre disposizioni lavorative flessibili intese a facilitare l'armonizzazione della vita professionale con la vita privata e a concludere al livello appropriato accordi che fissino regole antidiscriminatorie negli ambiti di cui all'articolo 1 che rientrano nella sfera della contrattazione collettiva. Tali accordi rispettano le disposizioni della presente direttiva e le relative misure nazionali di attuazione."

Nel testo del decreto legislativo di recepimento (che sono in grado di anticiparvi, vedi allegato) invece non c’è traccia di questo impegno e anche il ruolo riconosciuto alla Consigliera nazionale di parità (che peraltro in Italia non è un istituto indipendente, ma è di nomina governativa) che potrà “svolgere inchieste indipendenti e pubblicare relazioni indipendenti e raccomandazioni in materia di discriminazioni sul lavoro” è depauperato di fatto dall’assenza di stanziamenti ad hoc. Il testo recepisce invece l’ampliamento della  definizione di: Discriminazione diretta (articolo 25 codice pari opportunità) e L’aumento delle sanzioni a carico del datore di lavoro che violi i divieti di discriminazione.

Questa una sintesi delle modifiche introdotte Scarica NOVITA DL APPLICATIVO DIRETTIVA 54 2006, questo il testo del Decreto Legislativo di recepimento della Direttiva 54, approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 dicembre Scarica DECRETO RECEPIMENTO DIRETTIVA 54 2006.

Questo invece il testo originale della Direttiva Scarica Direttiva_2006_54_CE. Leggete e comparate da voi.

  • Marco |

    Occasione sprecata. Che dire di piu’
    L’Italia come sempre brilla per le sue omissioni, recepimenti parziali o distorti ( e sempre giustificatissimi dai vari governi di turno ).Mai una volta che i legislatori Italiani facciano un passo in piu’ per rendere i recepimenti e le leggi veramente utili al cittadino comune e non solo a lobby economiche o di potere.
    C’e da vergognarsi ad essere italiani
    Marco

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